Cronaca

Ragazzo down si laurea in Lettere: "Ma sogno di recitare con Fiorello"

Con la sua tesi sulla riscrittura del tragico in Pasolini e la Medea di Euripide, Gianluca Spaziani ha raggiunto il suo traguardo: "Adesso vorrei dedicarmi al teatro, forse dopo la specialistica". Il rettore Micari: "Ci ha dato una grande lezione"

Se qualcuno aveva definito il proprio cromosoma in più come quello della felicità, per Gianluca Spaziani potrebbe essere quello della tenacia, la stessa che magari potrebbe permettergli un giorno di recitare assieme a uno dei suoi idoli: Rosario Fiorello. Il 23enne palermitano, affetto da sindrome di down, si è laureato ieri presso l’ex Facoltà di Lettere e Filosofia con la votazione di 105 su 110 con una tesi sulla "Riscrittura del tragico in Pasolini - Una lettura ‘corsara’ sulla Medea di Euripide". Tra i componenti della commissione un "ospite" speciale, il rettore Fabrizio Micari: "Ci ha dato una grande lezioni sul valore della volontà e dell’impegno, aprendo nelle nostre aule uno scorcio di cielo azzurro".

Secondo di tre figli, Gianluca è cresciuto con la testa al teatro. Ad appena poche ore dalla discussione della sua tesi, infatti, il neo dottore si trovava al laboratorio organizzato da Maurizio Spicuzza. Ma tra i sonetti di Shakespeare, le poesie di Dylan Thomas e il teatro dell’assurdo di Harold Pinter, ha trovato il tempo di rispondere al telefono. Non il suo, scarico e “bollente” dopo le centinaia di telefonate ricevute in poco tempo. "Ho sempre pensato che sarebbe stato difficile - spiega Gianluca - ma ho ottenuto ottimi risultati". Tra i ringraziamenti rivolti a chi lo ha sempre sostenuto, come la sua famiglia e i suoi amici Giorgio, Chiara, Marta e tutti gli altri che lo hanno sommerso d’affetto, c’è anche quello per la sua relatrice Ambra Carta, che lui stesso definito "gentile, simpatica e anche coraggiosa".

Verso la fine del suo percorso accademico, come per tutti gli altri fatto di successi e inconvenienti, Gianluca ha trovato anche il tempo di coltivare la sua passione, recitando ben 18 pose per il lungometraggio "Seven days", girato a Levanzo e prodotto dall’italo-svizzera Peacock Film. Un’esperienza raccontata a PalermoToday con orgoglio anche dalla madre, Mariella Amore: "E’ stato per due mesi fuori, acquisendo sempre più una propria autonomia. Il traguardo raggiunto è per noi una cosa bellissima. Appena nato non avremmo mai pensato che tutto ciò fosse possibile. Credevamo che il suo sarebbe stato un futuro di sacrifici, di esclusione. E invece nulla di tutto ciò. Ha sempre smontato queste nostre paure passo dopo passo, dimostrando di volersi mettere in gioco e cercare la propria indipendenza".

E così Gianluca, come raccontato dalla madre, ha conquistato negli anni, a piccoli passi, le libertà di un ragazzo qualunque. Esattamente per quello che è. “Le uscite con gli amici, qualche capatina in discoteca e i viaggi. E lo stesso - aggiunge Amore - è valso per la scuola. Ha scelto lui, secondo le sue inclinazioni, di frequentare il liceo classico, sfruttando l’ampio respiro culturale di questo indirizzo di studi. Come per la laurea l’aspetto più bello non è stato il traguardo raggiunto, ma il percorso fatto”. E alla domanda fatidica, quella che oggigiorno quasi nessun giovane vorrebbe sentirsi porre, “Cosa desideri per il tuo futuro?”, Gianluca risponde senza esitazioni: "Mi piacerebbe dedicarmi al teatro, sogno di recitare sul palco assieme ai miei colleghi. Ma sto anche pensando di iscrivermi alla specalistica".

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