Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Gesip, il tribunale rigetta l’istanza di fallimento

Non può fallire, né essere sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria, perchè organismo di diritto pubblico. Lo rende noto liquidatore della partecipata Giovanni La Bianca

Non può fallire, né essere sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria, perchè organismo di diritto pubblico. Così la sezione fallimentare del tribunale di Palermo ha rigettato l’istanza di fallimento per Gesip.

Lo rende noto liquidatore della partecipata, di cui il Comune è socio unico. “Oggi è stato comunicato alla società - scrive il liquidatore Giovanni La Bianca in una nota - il decreto con cui la sezione fallimentare del tribunale di Palermo ha rigettato l'istanza di fallimento, che ho depositato nella qualità di liquidatore e fortemente voluta dal Comune per far fronte alla crisi della società, che come si legge nel provvedimento giudiziale è stata 'determinata essenzialmente dal mancato adeguamento da parte del Comune di Palermo delle tariffe corrisposte, a fronte dei servizi effettivamente erogati, con conseguente fisiologico squilibrio della gestione caratteristica”.

“Il rigetto dell'istanza - prosegue ancora il liquidatore - è stato motivato dalla natura di organismo di diritto pubblico rivestita dalla società che ne impedisce l'assoggettabilità alla disciplina del fallimento. Questa circostanza esclude, altresì, che la società possa essere sottoposta ad altra procedura concorsuale. Per gli stessi motivi sfuma anche l'ipotesi ventilata d'ufficio dal tribunale fallimentare dell' amministrazione straordinaria”.

Il liquidatore ha già convocato per il 30 e 31 gennaio prossimi l'assemblea dei soci della Gesip per procedere alla ricapitalizzazione e al ripianamento delle perdite. La società ieri ha informato i lavoratori di essere “in astensione forzata dal lavoro e dalla retribuzionè dal primo gennaio 2013”, fino a nuova comunicazione. Fino al 31 dicembre scorso ai 1805 dipendenti della Gesip è stata concessa la cassa integrazione in deroga per quattro mesi. Nei giorni scorsi il liquidatore, su indicazione del Comune, ha presentato una richiesta di cig in deroga per altri quattro mesi.

L'amministrazione comunale, attraverso una nota annuncia di aver "immediatamente incaricato l'Avvocatura comunale di esaminare la situazione determinatasi e ciò al fine di esperire ogni azione a tutela dell'Amministrazione e a garanzia dei diritti dei lavoratori, per accertare e far valere in ogni sede competente eventuali responsabilità con riferimento alla gestione della Società".

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