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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

"Riconoscere la mia malattia": l'appello di un trentenne palermitano

Gabriele Albano è affetto dalla sindrome di Scheuermann, una patologia rara e degenerativa non riconosciuta dall'Inps come invalidante: "Ho dolori continui tutto il giorno e mi si blocca la schiena, non riesco a lavorare". Lanciata petizione su Change.org

Da circa 7 anni non riesce a lavorare per via dei dolori fortissimi, ma la sua malattia non è riconosciuta dall’Inps come invalidante. Gabriele Albano, trentenne palermitano che oggi vive a Marinella di Selinunte, è affetto dalla sindrome di Scheuermann, una patologia degenerativa che riassorbe le cartilagini.

"Mi comporta - racconta Gabriele - dolori continui tutto il giorno, tutti i giorni, e spesso il blocco totale della schiena. Tutte le terapie in commercio in Italia non mi fanno nulla. Prendo farmaci oppioidi che oltre a qualche beneficio mi portano effetti collaterali terribili. Mi curo anche con cannabis terapia da circa un anno e quest'ultima mi dà più sollievo di qualsiasi altro farmaco ma è a pagamento. Mi costa dai 60 ai 100 euro al mese dipende da cosa impone come prezzi lo Stato". Possono sembrare pochi ma sono molti soldi per chi come Gabriele non può lavorare e non ha nemmeno una pensione minima. Gabriele ha anche una figlia di un anno a cui, a causa dei dolori, a volte non riesce nemmeno a badare.

Per avere un aiuto economico dallo Stato ha lanciato una petizione su Change.org: chiede al ministero della Salute che la sua malattia venga inserita tra quelle invalidanti. Sono già più di 3.300 le persone che hanno deciso di sostenere la sua battaglia firmando. L'obiettivo è arrivare a cinquemila. Le malattie riconosciute come invalidanti danno diritto all'esenzione del ticket sanitario e, in alcuni casi, anche al riconoscimento dell'invalidità civile che a sua volta, a seconda del grado di invalidità, permette di accedere ad un assegno di assistenza o alla pensione. "Faccio questa petizione - conclude Gabriele - perché la mia voce da sola non viene ascoltata. Aiutatemi. Insieme siamo più forti".

 

 

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