Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

G20 ad Amburgo, lo sfogo della madre di Emiliano Puleo: "Mio figlio trattato come un criminale"

Fina Fontana, mamma del trentenne di Partinico tra i fermati per i disordini al G20 di Amburgo, ha scritto una lettera per denunciare lo stato di reclusione del figlio e degli altri cinque ragazzi italiani fermati in Germania

Scontri per il G20 ad Amburgo (foto: Ansa)

"Mi sento triste ed indignata per quello che mio figlio sta subendo, ma sono profondamente orgogliosa di lui, per la forza che sta dimostrando e perché ne condivido gli ideali". Sono le parole di Fina Fontana, la madre di Emiliano Puleo, il trentenne di Partinico tra i fermati per i disordini al G20 di Amburgo. Puleo, attivista di Rifondazione Comunista, è stato bloccato mentre rientrava in ostello e trattenuto dalla polizia tedesca "apparentemente senza motivo". 

Scontri ad Amburgo, tra i fermati un 30enne di Partinico

La madre, dopo quasi due mesi di detenzione del figlio in Germania, ha scritto una lettera-appello per tenere alta l'attenzione sui sei ragazzi italiani arrestati ad Amburgo. "In attesa che, finalmente, venga stabilita la data del processo, - si legge nella lettera - ci troviamo a fare i conti, giorno dopo giorno, con la terribile burocrazia tedesca e l’ostruzionismo che subiscono i manifestanti arrestati, trattati come i peggiori criminali. Si pensi soltanto al fatto che è stato impedito ai ragazzi di aver accesso alla biblioteca del carcere perché, a dire delle guardie, 'i manifestanti non hanno bisogno di leggere'".

A Casa Memoria uno striscione per Emiliano

"Si pensi, inoltre, - scrive ancora la madre di Emiliano - alle motivazioni date in merito ai rigetti dei tre ricorsi presentati per ridiscutere la misura cautelare in attesa del processo. Emiliano, insieme agli altri ragazzi, rimane trattenuto in carcere perché sussiste, secondo quanto sostenuto dalla corte, un pericolo di fuga. Emiliano è un cittadino dell’Unione europea, ha sempre vissuto, studiato e lavorato in Italia, qui ha il suo lavoro che risente pesantemente della sua assenza, qui ha la sua vita e il suo futuro. Eppure questo non basta, tutto questo non viene preso in considerazione perché contrasta con l’immagine che hanno voluto dare di mio figlio, pericoloso 'black block' che va in giro a lanciare bottiglie contro la polizia, per giustificare, con il più facile capro espiatorio trovato negli stranieri, il palese fallimento nella gestione dell’ordine pubblico".

Un sit in per Emiliano Puleo

"Le pressioni fatte presso il Consolato italiano ad Hannover - prosegue Fina Fontana -  hanno ottenuto qualche risultato in termini di soddisfacimento di bisogni essenziali per rendere meno dura la situazione carceraria. Ma per quanto riguarda le nostre istituzioni mi duole constatare che un italiano che si trova in difficoltà in Europa è costretto ad arrangiarsi da solo. La politica italiana si mantiene, dopo quasi due mesi dall’arresto dei sei ragazzi italiani, in un silenzio complice. Il governo, attraverso il suo ministero degli esteri, - conclude - non ha proferito parola in merito, non ha voluto nemmeno interessarsi della questione".

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