Borgo Nuovo, strano furto alla elementare Borsellino: rubate tutte le chiavi della scuola

I ladri sono entrati nel plesso di largo Camastra forzando una finestra. Sul posto i carabinieri e la Scientifica. La preside: "Quattro furti in 7 anni, non c’è più nulla da prendere. Ci spiace che la scuola non venga considerata sacra. Noi ci teniamo e andiamo avanti"

I carabinieri durante il sopralluogo nella scuola elementare Borsellino, a Borgo Nuovo

Sono entrati a scuola di notte ma non con l’intenzione di vandalizzarla. Di fatto hanno portato via una macchinetta per il caffè, l’hard disk in cui c'erano le registrazioni della videosorveglianza e tutte le chiavi della scuola. Strano furto alla elementare Borsellino di largo Camastra, Borgo Nuovo, plesso dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, dove questa mattina sono intervenuti i carabinieri e il personale della Scientifica che ha eseguito i rilievi alla ricerca di elementi utili per le indagini.

Secondo una prima ricostruzione i ladri sono entrati forzando una finestra. Una volta dentro hanno iniziato a girare tra aule e corridoi ma non è chiaro se avessero un obiettivo preciso o se cercassero qualunque oggetto di valore. "In realtà in questa scuola resta ben poco di valore. In sette anni - ha detto a PalermoToday la preside Marina Venturella - sono entrati quattro volte. Nel 2015 hanno portato via materiale informatico per decine di migliaia di euro. Computer e dispositivi acquistati poco tempo prima grazie ai fondi Po Fesr, gli ultimi che abbiamo preso".

Due anni prima i ladri erano già entrati rubando lavagne multimediali e proiettori. "Non potete immaginare quanto sia complicato organizzare le prove Invalsi con i pochi dispositivi a disposizione. Questa volta non hanno danneggiato o rubato nulla a parte la macchinetta del caffè, le chiavi e l'hard disk. Ma durante quest'anno - aggiunge la preside - ho già dovuto cambiare 23 vetrate rotte a pietrate nei vari plessi, soprattutto in quello centrale".

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Dopo tutti questi anni e questi episodi l'amarezza della preside, dei docenti e di tutto il personale non smette di crescere. In maniera però direttamente proporzionale alla voglia di andare avanti. "Ci spiace - aggiunge la preside - che il quartiere non difenda la sua scuola, che non la consideri un posto sacro. Molti genitori sono dalla nostra parte ma bisogna fare di più. Dobbiamo rendere la scuola sempre più vivibile per i nostri ragazzi, per dare come istituzione un senso di presenza e non di abbandono".

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