Maxi furto in piscina, Reina: "Frutto della gestione 'allegra' dell'impianto"

Il presidente di Confartigianato Palermo: "Avevamo lanciato l'allarme"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Confartigianato Palermo aveva già lanciato l'allarme: l'atmosfera che aveva accolto i nostri caldaisti che avevano offerto interventi gratuiti per permettere la riapertura della piscina comunale a dicembre, non era stata delle migliori. Adesso, dopo quello che è successo, è necessario prendere provvedimenti seri".

A dichiararlo in merito al maxi furto avvenuto nell'impianto di viale del Fante, che ammonta a 17 mila euro, è il presidente di Confartigianato Palermo, Nunzio Reina: "Era stato un campanello d'allarme forte e visti i risultati, avevamo ragione nel sospettare la gestione "allegra" della piscina, punto di riferimento per tantissimi palermitani.

Non si lasciano 17 mila euro in un cassetto, un impianto di questa portata non si gestisce in questo modo - dice Reina - ma con cautela, perché si tratta di un bene della città. La sospensione di uno dei dipendenti dell'ufficio cassa è di certo un passo, ma è necessario maggiore rigore perché le cose funzionino. La città di Palermo  - prosegue il presidente - non può permettere che si verifichino atti di questo genere: la piscina, oltre ad essere un luogo importante per gli sportivi, è una fonte di reddito al momento mal gestita. Non puntiamo il dito contro l'Amministrazione comunale, ma contro la gestione interna, principale responsabile di quanto accaduto ad un impianto che rappresenta un bene comune. E sui beni comuni noi, come Confartigianato, continueremo  a vigilare nell'interesse dei palermitani".

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