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Cronaca

Misterioso furto da un milione e mezzo a casa di un palermitano a Milano: rubata collezione di orologi di lusso

La vittima è Giuseppe Cummo, chiamato "il ristoratore dei vip": "Per me la mia abitazione era la mia cassaforte". Indaga la polizia

Nessun segno di effrazione sulla porta, né sulla finestra. Eppure un bottino milionario sparito nel nulla. Misterioso furto a casa di un imprenditore palermitano a Milano, Giuseppe Cummo, chiamato "il ristoratore dei vip", titolare de "Le Specialità" di via Pietro Calvi. Il bottino? Orologi per 1,5 milioni e 95 mila euro in contanti: "Per me era la casa la mia cassaforte, è sparita la collezione di una vita", ha detto al Corriere della Sera.

L'allarme è scattato nella notte tra martedì e mercoledì, quando lui stesso - verso le 3.20 - ha chiesto l'intervento del 112 segnalando che dalla sua abitazione, che si trova nella stessa zona, erano stati portati via 95 mila euro in contanti e 35 orologi, tra Rolex e Patek Philippe, per un valore di circa un milione e mezzo di euro. 

Nato a Palermo, Cummo è arrivato a Milano da ragazzino. Ha gestito per anni un bar sotto al Consolato americano, in Turati, per poi rilevare nel 2005 la storica insegna di via Calvi, che sotto la sua gestione è diventato uno degli indirizzi della Milano bene. 

Gli agenti delle volanti intervenuti sul posto hanno verificato che sulla porta d'ingresso dell'appartamento non c'era nessun segno di forzatura, tanto meno sulle finestre. Il palermitano, secondo quanto appreso, si sarebbe accorto del furto verso mezzanotte, ma avrebbe allertato le forze dell'ordine tre ore dopo, una volta fatto un primo inventario. E' stato proprio lui a spiegare ai poliziotti di essere in possesso di tutte le confezioni e le garanzie degli orologi rubati, che - come i soldi - erano conservati in due cassetti.

Gli specialisti della Scientifica hanno passato al setaccio l'abitazione - rimasta vuota tra le otto e mezzanotte - alla ricerca di elementi utili per identificare il ladro. Anche se pare che chi è entrato in azione avesse, in qualche modo, la possibilità di colpire senza troppa fatica. 

"Ho cominciato ad acquistare orologi nel 1990 - ha detto Cummo al Corsera - come ho potuto ricostruire dalla garanzie che conservo scrupolosamente. Gli affari all’epoca non andavano bene come oggi: ma era una passione, che mi ha portato nel tempo a comperare, uno dopo l’altro, parecchi orologi. Pur avendo una cassaforte non avevo l’abitudine di usarla per mettere al sicuro i miei preziosi. Per me era la casa la mia cassaforte, un posto che ritenevo inviolabile. Gli orologi e i contanti venivano tenuti all’interno di una scatola di cartone che di tanto in tanto veniva controllata anche dalla signora delle pulizie, per essere certi che ogni cosa fosse al suo posto".

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