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Cronaca

Quel paziente che aiutò il medico a ritrovare la moto: "Con 400 euro..."

E' uno dei retroscena dell'operazione La Torre che ha portato all'arresto di 10 persone. Per rientrare in possesso del mezzo che gli era stato rubato, un'Honda SH, un professionista s'è dovuto rivolgere a un proprio cliente

Gli scooter rubati finivano in un residence di Cruillas. E' solo uno dei tanti particolari emersi nelle pieghe dell'operazione "La Torre", condotta dai carabinieri e che all'alba di oggi ha portato a dieci arresti. Decisiva la segnalazione anonima di un condomino. All’interno del residence di via Alfonso Amorelli erano nascosti quattro motocicli, oggetto di furto, nonché un bauletto di uno scooter con all’interno dei documenti d’identità. Si trattava di un Honda SH 150, di proprietà di una studentessa, un altro scooter appartenente a una casalinga, un Honda Chiocciola di un artigiano e perfino una Kawasaki di un imprenditore.

Il riscatto? Un medico ha pagato 400 euro per rientrare in possesso del mezzo che gli era stato rubato, un'Honda SH. Ma questa è la vicenda più singolare di tutte. Il professionista ha consegnato i soldi a Felice Settegrana, l'estortore, grazie all’interessamento di un suo paziente, il quale, appresa dal medico la notizia del furto durante una visita, si è impegnato evidentemente attraverso canali a lui noti, alla restituzione della moto. E alla fine proprio il paziente “intermediario” ha successivamente accompagnato l’estortore nello studio medico affinché anche quest’ultimo ricevesse le cure del caso.

Un giro di estorsioni capace di fruttare agli indagati, tutti nullafacenti, circa duemila euro al giorno. C'è l'impiegato che vede sparire il proprio scooter dopo averlo posteggiato al centro La Torre, di pomeriggio. Mezzo poi ritrovato legato con una catena ad un palo in via Uditore a mezzanotte dell’indomani, dopo un appuntamento all'Agip di viale Regione Siciliana. Mille euro il prezzo del riscatto, poi scesi a 500. Singolare è la vicenda che ha coinvolto uno studente. Il solito parcheggio al centro La Torre, il furto, la denuncia e la retromarcia. Il giovane si rivolge alla polizia, poi però ritratta e spiega di avere "dimenticato la moto nel parcheggio coperto e che quindi, avrebbe atteso l’indomani per recuperare il veicolo all’apertura del centro commerciale".

Operazione "La Torre": le foto degli arrestati

"Le dichiarazioni apparivano decisamente fantasiose - spiegano adesso i carabinieri -. Il motivo di tale comportamento non può che risalire alla volontà del giovane di nascondere le illecite trattative che gli hanno consentito di rientrare in possesso del veicolo rubato. E in effetti la disamina delle parti essenziali delle conversazioni telefoniche smentiva pienamente la versione dei fatti proposta dal giovane"

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