La banda dei furti di gasolio a Bellolampo: "Acchianò u pacchiuni, talia tutte cose"

Dalle intercettazioni dell'operazione "Beautiful flash" emerge come quella che "operava" all'interno della discarica si definisse una vera e propria organizzazione: "Dobbiamo essere operativi, iddu non c'è più nella squadra"

Un frame dei video dei carabinieri

"Noi dobbiamo essere pronti, operativi! Devi capitare tutte cose, compà". Così diceva Alessandro Milazzo, uno dei dipendenti della Rap che si sarebbe occupato dei furti di carburante all'interno della discarica di Bellolampo, e - nonostante qualche difficoltà - assieme agli altri sarebbe sempre riuscito a raggiungere l'obiettivo. Dalle intecettazioni dell'inchiesta "Beautiful Flash" dei carabinieri, coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Enrico Bologna, emerge come fossero gli stessi indagati a definirsi "un'organizzazione" e anche a decidere chi potesse farne parte e chi no.

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"Me la scendo io"

Il primo furto documentato dai militari è quello che sarebbe avvenuto nella notte tra il 17 ed il 18 febbraio 2018. Non senza intoppi. Alle 23.25 Giuseppe Cocuzza diceva a Milazzo: "Non posso fare niente picchi iddi mi vinni rappriessu... Ora vediamo al secondo viaggio". E effettivamente alle 3.13 Cocuzza avrebbe messo qualcosa in auto: "Me la scendo io - spiegava all'altro operaio - e domani te la prendi, me la metto in macchina, dentro la macchina!". Secondo gli inquirenti i due avrebbero discusso di una delle tante taniche di carburante rubate all'interno della discarica.

"Fai due in più"

La mattina del 18 febbraio era Francesco Lopitale a rammentare a Milazzo: "Non ti scordare a fare chidda... due in più... Tu la devi portare, dico non ti scordare" e il riferimento, per l'accusa, sarebbe sempre al gasolio da sottrarre a Bellolampo per poi rivenderlo a un euro al litro all'esterno.

"Acchianò u pacchiuni, talia tutte cose"

Altre difficoltà sarebbero state incontrate dalla presunta banda il giorno successivo, il 19 febbraio 2018, come spiegava Milazzo a Lopitale: "Acchianò u pacchiuni... a fare... hai capito? Talia tutte cose fino a quando non trova i bidoni, ora ti faccio vedere... Gireranno fino a quando non trovano i bidoni... Iddu va taliannu..." e Lopitale si preoccupava: "Non è che ci hanno visto salire?".

"Noi dobbiamo essere operativi, compra il tubo"

Il 19 febbraio, Milazzo e Lopitale ipotizzavano che le taniche abbandonate potessero essere trovate da altri colleghi, e subito avrebbero però pensato ad un nuovo furto: "Sicuramente li butteranno tutti - diceva Milazzo - tu domani mattina, compare, prendi e devi cercare di trovare di nuovo tutte cose. Quindi significa ti fai un giro negli autolavaggi a costo ca ni spartiemu u puorcu o ni viriemo inziemula...". E Lopitale: "Dobbiamo vedere, si deve comprare pure quattro metri di tubo...". Replicava Milazzo: "Noi dobbiamo essere pronti, operativi, hai capito? Domani compà devi capitare tutte cose, hai capito? E poi ci regaliamo quei venti, trenta euro, compà, ni spartiemu... Quindi domani noi dobbiamo essere operativi... Almeno sette, otto e il tubo".

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"Iddu non c'è più nella squadra"

Da un'altra intercettazioni emerge poi che il gruppo avrebbe deciso di mettere da parte un altro indagato, Giovanni Ammirata. Sul punto, Milazzo chiedeva numi a Giovanni Calò: "Compà, allora non hai capito niente... ora c'è il discorso di pomeriggio Giovanni Ammirata, ma che significa, compà?". Subito Calò chiariva: "Ma di pomeriggio deve fare il viaggio Ammirata, ma perché deve fare... No, non è... iddu non c'è più nella squadra! Non lo dovete fare acchianare n'da capu... 'No, non ti siddiare, no', dici, 'non ti siddiare, non ti siddiare fatti la tua vita perché tanto abbiamo già un'organizzazione'... Lui è nel percolato, iddu i viaggi a fare... A due vucconi, ave u vae u coso du percolato... Ci devi dire: 'Tu neanche ci devi acchianare qua, devi fare questa cortesia! Ormai hai il tuo orticello".

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