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Tribunale

Condannati per aver rubato gasolio alla Rap e licenziati, assolti in appello dopo otto anni

I due ex dipendenti dell'azienda furono arrestati nel 2013 con l'accusa di aver sottratto 327 litri di carburante e vestiario. Quattro anni dopo vennero condannati a 2 anni e 8 mesi ma per averne portati via soltanto 30 litri, dal valore stimato in 30 euro. Ora è caduta anche questa contestazione

Furono arrestati il 17 dicembre del 2013, con l'accusa di aver rubato 327 litri di gasolio alla Rap, oltre a tute, guanti e cappellini. Quattro anni dopo, il 30 novembre del 2017, furono condannati a 2 anni e 8 mesi dalla terza sezione del tribunale, ma la quantità di carburante ipoteticamente sottratta scese ad appena 30 litri, con un danno quantificato per l'ex municipalizzata in 30 euro. Oggi, ad oltre 8 anni dai fatti, la prima sezione della Corte d'Appello li ha invece del tutto scagionati.

Gli imputati assolti - con la formula piena "perché il fatto non sussiste" - sono Walter Rocca e Vittoriano Muscarello, difesi dagli avvocati Domenico La Blasca e Salvino Pantuso. All'epoca furono entrambi licenziati in tronco dalla Rap. Inoltre hanno trascorso parecchio tempo tra carcere e arresti domiciliari.

Quel 17 dicembre la polizia fece irruzione nel deposito di Brancaccio dell'azienda e, dopo una serie di servizi di osservazione, sorprese Muscarello, addetto al rifornimento dei mezzi, con degli innaffiatoi e dei bidoncini pieni di gasolio, nonché la Fiat Marea di Rocca, funzionario della Rap, con lo sportellino del serbatoio aperto e senza tappo. La deduzione - rivelatasi poi sbagliata, come ha stabilito ora il collegio presieduto da Adriana Piras - era che il carburante fosse stato trasportato dall'operaio per fare il pieno all'auto privata del suo superiore.

Gli inquirenti calcolarono che in tutto sarebbero stati sottratti 327 litri di gasolio e, dopo una perquisizione a casa di Muscarello, trovarono anche tute, guanti e cappelli della Rap ancora imballati. La deduzione - anche questa errata - fu che l'imputato li avesse rubati all'azienda. 

Durante il processo di primo grado venne fuori una nota - che l'ex municipalizzata non aveva mai segnalato prima alla Procura - in cui il responsabile di quel magazzino riferiva alla direzione della Rap che non sarebbe mancata neanche una goccia di carburante e neppure vestiario.

La difesa di Muscarello ha poi chiarito che per un periodo era stato in servizio al palazzo di giustizia e che lì la divisa della Rap non doveva essere indossata, per cui l'azienda lo riforniva e lui conservava tute e guanti. Chiarì anche che quel travaso di carburante sarebbe stato necessario per assicurare un pronto intervento quando i mezzi restavano in panne (e diversi testimoni, a cominciare da alcuni autisti della Rap, hanno confermato che questo accadeva).

Alla fine quindi era rimasta in piedi solo l'ipotesi che l'operaio avesse riempito il serbatoio dell'auto dell'altro imputato. Rocca aveva dichiarato che aveva "una tacca e mezza" di carburante quando era arrivato al deposito di Brancaccio e siccome il serbatoio era stato trovato invece pieno fino alla metà, si dedusse  - anche qui sbagliando - che sarebbero stati rubati 30 litri di carburante. Valore: 30 euro. Da qui la condanna in primo grado per peculato, con il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, ma che equivaleva comunque a 2 anni e 8 mesi di reclusione.

In appello i difensori sono riusciti a far cadere anche quest'ultima accusa: il locale in cui Muscarello era stato ritrovato con bidoncini e innaffiatoi non era comunicante con quello in cui era ferma la Marea di Rocca, quindi - hanno sostenuto gli avvocati - come avrebbe potuto fare il pieno con il carburante della Rap? 

Alla luce dell'assoluzione si valuterà come impugnare anche il licenziamento dei due ex dipendenti che ormai sarebbero quasi in età da pensione. Anche se su di loro è pendente un altro processo, in cui sono accusati, con altri dipendenti della Rap, di associazione a delinquere finalizzata proprio al furto di gasolio. Essendo stati però scagionati in appello dal reato fine è piuttosto improbabile che quell'accusa possa reggere. Ma servirà altro tempo per accertarlo.
 

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