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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Zisa / Via Marco Polo

L'auto rubata con dentro il seggiolino "speciale": un'azienda in aiuto del bimbo disabile

La storia di Giulio, 4 anni e affetto da una rara malattia genetica, è arrivata sino all'officina che produce i presidi su misura che sono stati portati via insieme alla Fiat 500 L. Sui social è scattata una gara di solidarietà. Il padre: "Non mi interessano i soldi e neppure la macchina, il bene delle persone nei nostri confronti non lo dimenticheremo mai"

Senza quell'auto con seggiolino speciale e passeggino realizzato su misura non avrebbero potuto accompagnare il figlio disabile a fare terapia. Dopo il furto è così arrivato l'appello disperato del padre Sergio Argano: "Siamo nei guai, così il mio bimbo non si può curare". E in breve tempo è stata una gara di solidarietà che ha portato al lieto fine. L'officina meccanica che produce questi dispositivi presterà a Giulio, 4 anni, affetto dalla sindrome di Phelan Mc Debit, una rara malattia genetica di cui si conoscono solo 500 casi in tutto il mondo, il sistema posturale necessario al trasporto, in attesa che l'Asp lo riproduca per lui. Non solo: la dottoressa da cui fa terapia gli darà momentaneamente anche il passeggino. 

Rubata l'auto col seggiolino di un bimbo disabile, il padre: "Ora come porto mio figlio a fare terapia?"

Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, in via Marco Polo, la Fiat 500 L bianca di questa famiglia è stata rubata proprio sotto casa, nello stallo per disabili a loro riservato. "Non ci interessava ritrovare la macchina - spiega a PalermoToday - ma quantomeno seggiolino e passeggino, ausili speciali costruiti proprio per lui sulla scorta delle sue misure e della sua disabilità. Per riaverli passerà almeno un anno. Intanto però siamo stati inondati d'affetto e solidarietà. Così, mentre istruiamo una nuova pratica all'Asp, ringraziamo la disponibilità delle officine Ferrante e della terapista di mio figlio che ci prestereanno seggiolino e passeggino". 

Dopo la notizia riportata da PalermoToday in tanti hanno chiesto di poter fare una donazione per riacquistarli. "Ma non è necessario comprarli - spiega Argano - perché mio figlio suo malgrado ne ha diritto. A me non interessano i soldi, non interessa neppure l'auto, né l'aiuto di politici. Avevo solo bisogno di ciò che c'era dentro la macchina per portare mio figlio a fare terapia. La denuncia è stata integrata con i numeri seriali degli ausili, così l'Asp può accelerare la pratica. E' una triste storia quella che ci ha colpito, ma l'affetto delle persone nei confronti della mia famiglia e di mio figlio non lo dimenticheremo mai".

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