Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Borgo Nuovo

Rubavano le moto per chiedere il riscatto, dieci arresti

Il luogo d'azione preferito dalla banda era il parcheggio del centro commerciale "La Torre". Le indagini dei carabinieri sono state condotte da novembre 2013 a marzo 2014. Sono stati recuperati 14 ciclomotori non riconsegnati e documentati circa cinquanta episodi di spaccio di droga

foto carabinieri

Rubavano i ciclomotori e poi rintracciavano il legittimo proprietario per chiedere il "riscatto": il cosiddetto "cavallo di ritorno". Era questo il modus operandi di una banda smantellata dai carabinieri della compagnia di San Lorenzo, che hanno eseguito dieci ordinanze di arresto, sette in carcere e tre ai domiciliari (I NOMI DEGLI ARRESTATI) - (VIDEO E INTERCETTAZIONI)

I provvedimenti sono stati emessi dal gip, Nicola Aiello, su richiesta della Procura della Repubblica, del procuratore aggiunto Claudio Corselli e del sostituto procuratore Siro De Flammineis. Gli indagati sono accusati di furto aggravato, ricettazione ed estorsione. Alcuni di loro sono anche accusati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. 

LEGGI ANCHE - I RETROSCENA: "QUEL PAZIENTE CHE AIUTO' IL MEDICO A RITROVARE LA MOTO"

L'operazione è stata denominata "La Torre", come il nome del centro commerciale che rappresentava il luogo d'azione preferito. Le indagini sono state condotte da novembre 2013 a marzo 2014. Sono stati recuperati 14 ciclomotori non riconsegnati e documentati circa cinquanta episodi di spaccio di droga.

"Dall’analisi congiunta delle denunce dei furti dei motocicli e dei successivi, spesso incredibilmente tempestivi, rinvenimenti, si comprendeva inequivocabilmente - spiegano i militari dell'Arma - come le vittime dei furti, oltre a essere state derubate dei propri beni mobili, si ritrovassero coinvolte in un vortice di eventi, puntualmente culminante nella restituzione del veicolo oggetto di furto previo pagamento di una somma di denaro, come confermato, non senza iniziali reticenze e timori, da molti proprietari dei veicoli rubati. In entrambi gli ambiti criminali, estorsioni e spaccio di stupefacenti, gli indagati agivano con pervicacia ritagliandosi uno spazio importante negli ambienti delinquenziali cittadini, detenendo il monopolio dei furti di motocicli nei quartieri San Giovanni Apostolo (Cep), Uditore e Cruillas e rappresentando, d’altro canto, un costante punto di riferimento per alcuni consumatori di hashish e cocaina nel quartiere “Cruillas”.

"E’ stato accertato - sottolineano i carabinieri - come le vittime dei furti preferiscono attivarsi per le ricerche del veicolo prima ancora di sporgere denuncia e, nei casi in cui riescono ad individuare tempestivamente il canale per giungere agli autori del reato, rientrano in possesso del bene loro illecitamente asportato dopo aver pagato la somma di denaro pattuita".

L'operazione di oggi è scattata anche grazie all'analisi delle immagini del sistema di video-sorveglianza del centro commerciale. Il copione era sempre uguale: la banda prima effettuava accurati sopralluoghi, in particolare girando a bordo di uno scooter alla ricerca di un motociclo da rubare. Una volta scelto il mezzo, uno dei due rompeva il bloccasterzo e lo “guidava” grazie alla spinta che l’altro, rimasto in sella al loro motociclo, esercitava con una gamba. Si stima che gli indagati, tutti nullafacenti, riuscissero a ricavare dalle attività illecite circa 2.000 euro al giorno.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rubavano le moto per chiedere il riscatto, dieci arresti

PalermoToday è in caricamento