Furto in piazza San Domenico, ladri segano le sbarre e svuotano il bar Gran Cafè

Sono entrati e hanno rubato un bancone e una cella più ciò che restava tra attrezzature e arredi. Si tratta di una delle attività confiscate lo scorso anno a Francesco Paolo Maniscalco, condannato per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Indaga la polizia

La finestrella da cui sono entrati i ladri dopo aver segato le sbarre

Si sono aperti un varco sul retro, sono entrati e hanno svuotato il bar Gran Cafè San Domenico. Da tempo confiscato per mafia. I ladri sono tornati a colpire nel tardo pomeriggio di ieri nella zona di via Roma. Questa volta nel mirino è finito uno dei bar di piazza San Domenico da cui i malviventi sono usciti con ciò che restava di attrezzature e altri arredi. Ancora da quantificare il valore del bottino che sfiorerebbe i 10 mila euro.

A chiedere l’intervento della polizia è stato l’amministratore giudiziario dell'attività. Il Gran Cafè San Domenico, infatti, rientra nel patrimonio sottratto l’anno scorso a Francesco Paolo Maniscalco, condannato per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. I ladri hanno sono riusciti ad entrare nell’attività sfruttando una finestrella protetta da alcune sbarre di ferro che si trova nel retro in via Coltellieri.

gran cafe san domenico-2

Una volta dentro avrebbero agito indisturbati e senza che nessuno si accorgesse di quella sorta di trasloco. Non è da escludere che i ladri - almeno due o tre - abbiano agito ben attrezzati, magari con una fiamma ossidrica per scardinare la grata in ferro e con un mezzo per caricare la refurtiva. Secondo fonti investigative il lavoro propedeutico al furto sarebbe cominciato almeno una settimana prima, mentre il colpo sarebbe stato messo a segno a più riprese.

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Il Gran Cafè San Domenico fa parte dell’impero da 15 milioni di euro prima sequestrato e poi confiscato. L’operazione che ha portato alla richiesta, poi accolta dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, era stata portata a termine ad aprile 2016 dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria. Nel provvedimento sono rientrati anche la palestra Body Club di via Dante e altre aziende operanti nel settore dolciario e della torrefazione del caffè.

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