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"Soldi rubati e versati in conti personali per finanziare pub, bar e pizzerie": arrestata

Con l'accusa di furto e autoriciclaggio è finita ai domiciliari l'ex impiegata di un Confidi, Ivana Lo Re (56 anni), che avrebbe sottratto 200 mila euro per trasferirli alle imprese di famiglia. Una parte dei soldi sarebbe andata a "Robinson vini". Indagate in tutto sei persone

Con la disponibilità delle password e con pochi clic sul pc, l'ex impiegata di un Confidi con sede a Palermo si sarebbe appropriata di 200 mila euro: soldi versati tramite bonifico direttamente sui correnti correnti personale e delle imprese di famiglia. Con l'accusa di furto, autoriciclaggio e reimpiego di denaro in attività di impresa è finita ai domiciliari Ivana Lo Re, 56 anni, all'epoca dei fatti dipendente amministrativa di un Confidi: ente che si occupa di favorire l'erogazione di prestiti alle imprese consorziate e di fare da garante con le banche. 

Su delega dei procuratori aggiunti Sergio Demontis, Annamaria Picozzi e dal sostituto Eugenio Faletra, i finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito così un'ordinanza d'arresto, emessa dal giudice per le indagini preliminari Claudia Rosini. Disposto inoltre il sequestro preventivo delle somme provento dei reati. 

"L'indagata - spiegano gli investigatori del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo - Gruppo Tutela mercato capitali -, approfittando delle proprie mansioni, alterava le scritture contabili relative ai vari mandati di pagamento disposti dall'ente a favore dei propri associati, predisponendo numerosi bonifici che recavano destinatario e causali formalmente corretti, ma che contenevano coordinate bancarie corrispondenti in realtà ai rapporti di conto corrente riconducibili a se stessa ai propri familiari e alle imprese a loro riconducibili".

In tal modo i fondi sottratti al Confidi sono stati utilizzati per finanziare le società di famiglia, nonché per coprire costi, spese di locazione e contratti di finanziamento. Proprio dalla denuncia di un destinatario di un rimborso mai pervenuto, sono scattate le indagini delegate dalla Procura, che contesta i reati di furto aggravato, autoriciclaggio e reimpiego di capitali illeciti a sei indagati, tra i quali, oltre l'arrestata, figurano anche il marito Vincenzo Sciarrino, il figlio Gabriele e due società a loro riconducibili che gestiscono noti locali della movida. Si tratta della “Per… Bacco srl” con sede in via Ludovico Ariosto (i titolari sono Gabriele Sciarrino e Alessandro Marchese, pure lui indagato), società che gestisce il noto locale “Robinson vini”, e la “Top Sicilia Tour” con sede via Teti che gestisce bar e pizzerie con servizio da asporto.

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