Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Anziano derubato di 30 mila euro in casa, arrestati la badante e due complici

Il colpo era avvenuto a marzo del 2019 ed era stata proprio la donna a denunciare di essere rimasta vittima assieme all'uomo che assisteva di una rapina. Dalle indagini della polizia è però emerso che sarebbe stata tutta una montatura. I ladri avevano portato via soldi, orologi e monili

Era stata lei, il 24 marzo del 2019, a denunciare di essere stata vittima assieme all'anziano che assisteva di un violenta rapina. Invece, secondo la Procura, sarebbe stata proprio la badante, con il marito e un altro complice, a svaligiare l'abitazione, portando via una cassetta metallica con soldi, orologi e monili per un valore complessivo di 30 mila euro. Per la donna, O. N., di 43 anni, ritenuta la "basista" del colpo, il marito, C. C., di 45, e il presunto rapinatore, A. G., di 40, adesso sono scattati gli arresti domiciliari con l'accusa di furto aggravato.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dopo le indagini della squadra investigativa del commissariato Libertà, che sin dall'inizio aveva avuto dei dubbi sulla versione fornita dalla badante. La donna, che avrebbe dovuto occuparsi di un anziano che aveva anche difficoltà a camminare, avrebbe invece approfittato della sua fiducia per derubarlo e fornire tutte le indicazioni ai suoi complici per mettere a segno il colpo senza nessun tipo di problema.

Dalle indagini è emerso, tra l'altro, che - a dispetto della rapina denunciata - sulla porta blindata dell'appartamento non sarebbero stati rilevati segni di effrazione, men che meno in relazione ad una presunta forzatura che sarebbe stata compiuta con un frammento di lastra radiografica che era stato ritrovato vicino all'ingresso. Per gli inquirenti, la lastra sarebbe stata abbandonata invece ad arte per simulare la rapina.

Inoltre, come ricostruito grazie ai sopralluoghi della polizia scientifica, una sola stanza sarebbe stata messa a soqquadro dal fantomatico bandito e sarebbe - guarda caso - proprio quella dove erano custoditi i preziosi. Segno che il rapinatore sarebbe quindi andato a colpo sicuro, sapendo già dove andare a cercare. Infine, dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del condominio sarebbe emerso che le fasi dell’ingresso e dell’uscita del rapinatore sarebbero avvenute in un lasso di tempo molto breve ed incompatibile con le fasi di una rapina.

Sulla scorta di questi elementi, gli investigatori sono giunti alla conclusione che le dichiarazioni iniziali della badante fossero in realtà una messinscena e, con ulteriori approfondimenti, sono stati anche identificati i presunti complici della donna.

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