Turisti narcotizzati e derubati nei b&b, piccoli sconti di pena e un'assoluzione in appello

Lievi riduzioni concesse a tre stranieri, mentre un palermitano è stato del tutto scagionato ed è tornato libero. Per la Procura la banda avrebbe messo a segno ben 16 tra furti e rapine soprattutto nel centro storico, arrampicandosi ai palazzi. Portati via soldi e cellulari, ma pure le offerte in alcune chiese

Uno dei ladri in azione

Una tecnica collaudata: arrampicarsi dall’esterno, entrare in appartamenti, b&b e persino chiese, se necessario narcotizzare la vittime e poi arraffare tutto il possibile, soldi, cellulari, oggetti di valore. Sono ben 16 i colpi contestati a tre stranieri e a un palermitano (accusato solo di una rapina), che sarebbero stati tutti messi a segno nell’estate del 2018, quando la città era piena di turisti anche perché Palermo era Capitale della cultura. Adesso la terza sezione della Corte d’Appello ha deciso di ridurre lievemente le condanne degli stranieri e di assolvere invece il palermitano, Carlo Catalano, 30 anni, che dopo un anno ai domiciliari ora è tornato libero.

Nello specifico, il collegio presieduto da Antonio Napoli ha inflitto con il rito abbreviato 5 anni e 8 mesi a Kamal Rochdi, 4 anni e 10 mesi ad Abdul Rauf Mohammed e 4 anni e 8 mesi ad Ahmed Hamzaoui, detto “Diabolik”. I giudici hanno invece ribaltato il verdetto per Catalano, scagionandolo dopo una condanna in primo grado a 3 anni e 8 mesi.

Il palermitano era accusato in concorso con Mohammed di aver rapinato uno straniero in via Giardinaccio. La vittima, che sarebbe stata in bicicletta, sarebbe stata inseguita, picchiata e derubata di 250 euro e di un cellulare. Ma, come ha dimostrato la difesa di Catalano, rappresentata dall’avvocato Salvo Agrò, dalle immagini riprese dalle telecamere emergerebbe chiaramente che l’aggressore sarebbe stato soltanto uno e certamente dai tratti scuri. Elementi che escluderebbero quindi la presenza del palermitano. Inoltre, anche la presunta vittima avrebbe fornito informazioni discordanti, parlando prima di due aggressori stranieri, poi di uno solo e infine riconoscendo anche Catalano come uno dei suoi rapinatori.

Gli imputati erano stati arrestati a giugno dell’anno scorso dai poliziotti del commissariato Oreto-Stazione. Dopo mesi di indagini, infatti, e soprattutto grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza del centro città, erano stati ricostruiti furti e rapine, commessi anche ai danni di turisti. Gli stranieri non avrebbero disdegnato neanche le chiese del centro storico, dove sarebbero riusciti a portare via zaini, oggetti sacri e persino le offerte. 

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