Gioiellerie e ristoranti "nascosti" dal cantiere: ladri scatenati in zona Politeama, furti a gogò

La disperazione dei commercianti: "Tutto è iniziato quando hanno alzato questo muro". Sono almeno otto le attività “visitate” nelle ultime settimane. Dalla cioccolateria Lindt-Spinnato (ben 5 volte) ai negozi di telefonia. Bottino di oltre 40 mila euro

I negozi del Politerama "coperti" dalla barriera del cantiere dell'anello ferroviario

Un muro può separare, proteggere o magari offrire un sostegno, ma può anche trasformarsi in un riparo da occhi indiscreti, in un complice letale e capace di creare una zona franca per i ladri. Sono almeno otto le attività “visitate” nelle ultime settimane al Politeama: la Maxel gioielli, la cioccolateria Lindt-Spinnato (ben 5 volte), i negozi di telefonia 3 Store e Tim e ristoranti come l’Antica Birreria Moretti o Caligola che hanno fruttato ai malviventi un bottino di oltre 40 mila euro. Tutti episodi denunciati dai commercianti, accomunati dallo sconforto e concordi sul principale responsabile: la barriera che separa il cantiere dell'anello ferroviario dal resto della piazza.

"Tutto è cominciato quando è stato alzato questo 'muro'. Nei mesi la zona e la viabilità sono cambiate. Se va bene passa una persona ogni 30-40 minuti. Niente più auto, comprese quelle delle forze dell’ordine", spiega un dipendente. Risalgono a gennaio 2016 le ordinanze dell’Ufficio traffico con cui sono stati cambiati i primi sensi di marcia, poi il tira e molla tra Comune, Tecnis, Italferr e Rfi che ha rallentato i lavori per l’anello ferroviario provocando disagi ai cittadini e soprattutto ai commercianti. "A settembre scorso il cantiere ha assunto questa forma - spiega una commessa mentre sistema la merce dopo l’ultimo furto - e da lì sono iniziati i problemi".

Quella barriera metallica installata per proteggere il cantiere ha dato il via alla raffica di colpi che, rivedendo le immagini delle telecamere acquisite dagli investigatori, sembrano essere riconducibili a due persone diverse che però entrano in azione in momenti diversi. Una volta con un fasciacollo per nascondere la propria faccia e in altre occasione a volto scoperto. Mai insieme e in fasce orarie sempre diverse: alle 9 del mattino e un’altra in piena notte, fra le 3 e le 4. Costringendo imprenditori e ristoratori, magari rientrati a casa dopo una lunga giornata di lavoro, a svestire il pigiama appena indossato per raggiungere le guardie giurate e la polizia, constatare danni e furti e sporgere l'ennesima denuncia.

"Non so quanto potremo resistere continuando così, sono sincera. Già le difficoltà sono tante e dover affrontare anche le continue incursioni notturne e i furti complica ulteriormente le cose. Non ne possiamo più, qualcuno intervenga”, racconta col sorriso un’altra negoziante mentre cerca di nascondere tutta la sua amarezza. Negli ultimi mesi sarebbero otto i furti consumati, più lunga la lista di quelli tentati e poi sfumati per un motivo o per un altro. "E’ capitato che abbiano cercato di aprire una vetrina in piena notte, ma gli operai al lavoro da McDonald’s se ne sono accorti e i ladri sono scappati per evitare rogne", raccontano da uno dei negozi.

Gli autori dei furti colpiscono con metodi diversi. C’è chi arriva con gli attrezzi al seguito custoditi in un sacchetto e inizia a forzare le porte d’ingresso, noncurante della presenza di telecamere o di allarmi silenziosi e collegati con le forze dell’ordine. Come quello che ha aperto la gioielleria e ha ripulito tutte le vetrine portando via orologi, collane, bracciali e orecchini in oro per un valore complessivo di circa 30 mila euro (coperti da assicurazione). Ma c’è anche chi si presenta a mani nude, forza la porta o prova a sfondarla a calci, riesce ad aprire un varco e ruba tutto ciò che può in meno di 2 minuti. E non c’è rischio, proprio per la barriera metallica, che qualcuno possa accorgersene.

"Siamo stufi - spiega a PalermoToday il gestore dell’Antica Birreria Moretti, Giancarlo Merlino - perché così non si va avanti. Le nostre telecamere hanno ripreso tutti i colpi, compreso l’ultimo in cui ci hanno rubato i palmari utilizzati dai nostri cameriere per prendere le ordinazioni. Un’altra volta sono entrati e non trovando nulla stavano per portare via una bottiglia dell’olio dal tavolo. Siamo stati costretti a montare a nostre spese tre lampade a led per illuminare l'ingresso. Si accende l'insegna e si accendono anche loro. Ormai - confessa - non teniamo soldi in cassa, lasciamo il cassetto aperto e un cartello appeso: ‘Non ci sono contanti dentro’. Perché magari non rubano niente, ma quando entrano e fanno un danno da migliaia di euro, anche solo per aprire la porta, è già un grosso guaio. Mi auguro di non sorprenderlo in azione, ma lo dico per la sua incolumità".

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