Hanno rubato migliaia di litri di gasolio alla Rap, condannati altri tre dipendenti infedeli

Francesco Lopitale, Fausto Mangano e Alessandro Milazzo hanno deciso di patteggiare pene tra 2 anni e 2 anni e mezzo. Erano stati arrestati nell'operazione "Beautiful Flash" dei carabinieri che a giugno aveva documentato oltre 150 furti di carburante dalla discarica di Bellolampo

Il frame di un'intercettazione nella discarica di Bellolampo

Di fronte alle prove schiaccianti raccolte dai carabinieri, altri tre dipendenti della Rap hanno deciso di patteggiare la pena per i furti di gasolio avvenuti all'interno della discarica di Bellolampo. Si tratta di Francesco Lopitale, Fausto Mangano e Alessandro Milazzo ai quali il gup Elisabetta Stampacchia ha inflitto condanne tra due anni e due anni e mezzo, concordate tra gli avvocati, tra cui Tommaso De Lisi (nella foto) e la Procura.

I tre imputati, assieme ad altri colleghi, erano finiti nell'inchiesta "Beautiful Flash" ed erano finiti in carcere lo scorso 29 giugno. Lopitale e Mangano (difeso dall'avvocato Giuliana Marchese) hanno patteggiato due anni, pena sospesa, mentre Milazzo due anni e mezzo. Tornano liberi ed erano stati tutti e tre già licenziati dall'ex municipalizzata alla fine di agosto. Secondo l'accusa, con oltre 150 furti in circa quattro mesi - precisamente tra il 29 gennaio ed il 6 giugno del 2018 - dalla discarica di Bellolampo sarebbero spariti migliaia di litri di carburante, che poi sarebbe stato rivenduto all'esterno.

Esattamente una settimana fa, il 15, come anticipato da PalermoToday, un altro lavoratore dell'ex municipalizzata, Ciro Aurelio, difeso dall'avvocato Stefano Santoro, aveva scelto la strada del patteggiamento: il giudice Michele Guarnotta gli aveva inflitto un anno e dieci mesi. Aurelio, così come altri indagati - Giovanni Ammirata, Milazzo, Benedetto Scariano, Rosario Di Maggio, Francesco Lo Cicero, Mangano e Giuseppe Cocuzza, era stato anche lui licenziato dalla Rap.

avvocato tommaso de lisi-2L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Enrico Bologna, era nata dalla denuncia del 12 ottobre 2017 di una guardia giurata della Ksm, in servizio a Bellolampo. Già a giugno di due anni fa alcuni degli indagati (tra cui Aurelio) erano stati arrestati sempre con la stessa accusa di aver rubato gasolio alla Rap. Da quel momento, secondo gli inquirenti, in un mese e mezzo l'azienda aveva improvvisamente risparmiato circa ventimila litri di carburante. 

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