Migliaia di litri di gasolio rubati nella discarica di Bellolampo, arriva la prima condanna

Uno dei dipendenti infedeli della Rap, già licenziato un paio di settimane fa, Ciro Aurelio, ha deciso di patteggiare una pena sospesa di un anno e dieci mesi davanti al gup. Era stato arrestato con altri colleghi il 29 giugno con il blitz "Beautiful Flash" dei carabinieri

Il frame di un'intercettazione compiuta nella discarica di Bellolampo

Prima condanna per i furti di gasolio nella discarica di Bellolampo, venuti alla luce lo scorso 29 giugno con l'inchiesta "Beautiful Flash" dei carabinieri: Ciro Aurelio (nella foto), uno dei dipendenti della Rap arrestato, stamattina ha infatti deciso di patteggiare una pena (sospesa) di un anno e dieci mesi, davanti al gup Michele Guarnotta. 

Ciro AurelioL'imputato, che era finito in carcere, era tornato libero alla fine di agosto, dopo l'istanza dell'avvocato Stefano Santoro che lo assiste. Aurelio, assieme ad altri colleghi finiti nella stessa inchiesta - Giovanni Ammirata, Alessandro Milazzo, Benedetto Scariano, Rosario Di Maggio, Francesco Lo Cicero, Fausto Mangano e Giuseppe Cocuzza - è stato comunque già licenziato dall'ex municipalizzata sempre a fine agosto.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Enrico Bologna, in circa quattro mesi, precisamente tra il 29 gennaio e il 6 giugno del 2018, i dipendenti infedeli avrebbero messo a segno più di 150 furti di gasolio. Il carburante sarebbe stato poi rivenduto a un euro al litro. L'indagine era partita dalla denuncia di una guardia giurata della Ksm in servizio proprio a Bellolampo, il 12 ottobre del 2017. Già a giugno di due anni fa, alcuni degli indagati (tra cui anche Ciro Aurelio) erano stati arrestati sempre con l'accusa di aver sottratto carburante alla Rap e da quel momento, secondo le stime degli investigatori, in un mese e mezzo erano stati risparmiati improvvisamente circa ventimila litri di gasolio.

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Oltre ai dipendenti già licenziati sono sotto inchiesta anche altre persone: Giovanni Calò, Marco Corona, Francesco Inzerillo, Francesco Lopitale, Salvatore Lullo, Piero Giorgio Schirò, Alberto Bologna, Vincenzo D'Aleo, Cristoforo Di Caccamo, Filippo Martelli, Giovanni Puglisi, Pietro Riggio, Giovanni Spatola, Calogero Di Maggio e Alessio Grifò.
 

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