Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

La truffa con i finti furti di auto di lusso, annullate le misure cautelari per altri 3 indagati

Il tribunale del Riesame ha revocato l'obbligo di dimora inflitto a Paolo Rovetto e quello di firma imposto invece a Marzia Dallari e Concetta Presti, coinvolti nell'inchiesta "Dirty Cars" dei carabinieri. I giudici avevano già preso la stessa decisione per altri due indagati

Il tribunale del Riesame ha annullato altre tre misure cautelare emesse nell'ambito dell'operazione "Dirty Cars", quella con cui a metà febbraio era venuta alla luce una presunta truffa ai danni delle compagnie assicurative basata su finti furti di auto di lusso per ottenere poi risarcimenti da decine di migliaia di euro.

I giudici hanno revocato l'obbligo di dimora a uno degli indagati, Paolo Rovetto, accogliendo le tesi dell'avvocato Riccardo Bellotta che lo difende, e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria che era stato imposto invece a Marzia Dallari e a Concetta Presti, assiste dagli avvocati Gioacchino Arcuri ed Emilia Lombardo.

Nei giorni scorsi era stata compiuta una scelta identica per altre persone coinvolte nell'inchiesta: il poliziotto Fabrizio La Mantia e Antonino Scalavino, difesi rispettivamente dagli avvocati Gioacchino Genchi e Giovanni Castronovo, ma anche per Matteo Cavallaro (difeso dall'avvocato Salvatore Ferrante) e Luca Ferrara (difeso dall'avvocato Manfredi Novara). Non si conoscono ancora le motivazioni delle decisioni.

Il blitz dei carabinieri della compagnia di Misilmeri aveva portato a tre arresti. Secondo la riscostruzione del procuratore aggiunto Ennio Petrigni, dopo aver simulato il furto di auto di valore, tra cui anche una Ferrari Testarossa e una Porsche Cayenne, la presunta banda (sotto inchiesta ci sono altre 13 persone) avrebbe poi avanzato richiesta di risarcimento alle assicurazioni, per intascare somme che oscillavano tra gli 8 mila e i 50 mila euro.

Articolo aggiornato alle 11.30 dell'8 marzo // revocata misura cautelare per altri due indagati

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