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Scovati quasi 500 "furbetti" del Reddito in 15 mesi: "Intascati 5 milioni senza averne diritto"

I dati del comando provinciale della guardia di finanza e l'identikit di chi percepisce il sussidio indebitamente. Solo da gennaio a oggi sono state denunciate 270 persone per falso e truffa, più di tutte quelle indagate nel 2020. Gli inquirenti: "Per ingannare l'Inps, nascoste vincite online per oltre 3 milioni". Difficile recuperare le somme

Hanno tra i 40 e i 50 anni, sono più uomini che donne, vivono in città e nei comuni della provincia ed hanno una certa tendenza ad ommettere dati importanti - possesso di immobili, auto o moto di valore, ma anche vincite online - per definire i loro redditi. E' questo l'identikit sommario di chi percepisce indebitamente il Reddito di cittadinanza. E sono davvero molti i "furbetti", tanto che soltanto il comando provinciale della guardia di finanza di Palermo in meno di 15 mesi - cioè da gennaio dell'anno scorso a ieri - ne ha beccati 470 che avrebbero intascato in tutto circa 4 milioni e 700 mila euro senza averne diritto e sottraendoli quindi a chi davvero si trova invece in condizioni di grave disagio economico.

Le ultime 74 persone sono state scovate oggi dai finanzieri coordinati dal comandante provinciale, Antonio Nicola Quintavalle, e dal comandante del Gruppo Palermo, Alessandro Coscarelli, mentre altre 145, tra cui mafiosi e loro parenti erano stati scoperti il 21 febbraio. I numeri di quella che è di fatto una truffa ai danni dello Stato sono impressionanti, specie se si pensa che nei primi due mesi e mezzo di quest'anno sono già scattate più denunce di quelle dell'intero 2020. Mediamente, come spiegano gli investigatori, su mille controlli almeno il 20 per cento risulta percepire indebitamente un sussidio, che può essere il Reddito, ma anche il bonus spesa, per esempio.

Quasi 5 milioni di euro percepiti indebitamente

Tra il primo gennaio e oggi in tutto sono stati scovati 270 "furbetti" tra Palermo e provincia, che complessivamente avrebbero percepito indebitamente 2 milioni e 400 mila euro. Nel 2020, invece, erano stati in tutto 200 per un totale di 2 milioni e 300 mila euro in realtà non spettanti. I dati sono in continua crescita, basta pensare che nel 2019 (il Reddito di cittadinanza è stato introdotto con una norma ad aprile di quell'anno), erano state individuate appena 25 persone, che avrebbero sottratto 340 mila euro in tutto. Facendo due semplici calcoli, dall'introduzione del sussidio, soltanto la guardia di finanza di Palermo ha denunciato 495 "furbetti" per falso e truffa aggravata, che avrebbero intascato poco meno di 5 milioni di euro (4 milioni e 940 mila euro circa) senza averne diritto.

Ecco come si inganna l'Inps

Dalle indagini emerge che ingannare l'Inps, l'ente preposto all'erogazione del Reddito di cittadinanza, non è poi così complesso purtroppo. Tutto si basa infatti su un'autocertificazione che rimanda alla dichiarazione sostitutiva unica, in cui viene calcolato il reddito e l'Isee. E' in questa fase che vengono forniti dati falsi o, molto più spesso, che vengono omessi degli elementi che, se segnalati, farebbero crescere la disponibilità economica dei richiedenti e venir meno il diritto al sussidio. Peraltro l'Inps ha appena 5 giorni per controllare che le domande siano in ordine, un tempo decisamente troppo breve.

Case, auto e vincite online nascoste

Ma cosa "dimenticano" di dichiarare i "furbetti" del Reddito? In genere si tratta del possesso di una casa oppure di una macchina di una cilindrata elevata o di una moto. Ma, come viene fuori dagli accertamenti del comando provinciale della guardia di finanza, molto spesso ci si "dimentica" di segnalare vincite online, anche molto consistenti. Dal 2019 complessivamente sono stati 3 milioni e 300 mila euro le somme intascate in questo modo e nascoste all'Inps da coloro che non avrebbero dunque avuto diritto al sussidio.

Difficile recuperare i soldi ottenuti senza diritto

I controlli vengono compiuti a ritmo serrato, ma se fossero fatti a monte, dall'Inps, questo permetterebbe di non erogare i soldi a chi non spettano. Visti i tempi troppo stretti in cui può operare l'istituto di previdenza, si è costretti ad intervenire a valle, ovvero quando ormai il sussidio è già stato speso da chi ha dichiarato il falso per ottenerlo. Anche perché le somme erogate devono essere utilizzate mensilmente, altrimenti viene decurato il 20 per cento della cifra spettante il mese successivo. La guardia di finanza individua una parte dei "furbetti", ma concretamente è molto difficile che lo Stato possa rientrare in possesso di quanto percepito indebitamente. A Palermo e provincia, come detto, si parla di quasi 5 milioni andati in fumo. La denuncia per falso e truffa aggravata, invece, può portare a condanne fino a 6 anni di carcere, che non è detto però vengano poi concretamente scontati in cella.

"Controlli per tutelare chi è davvero in difficoltà"

"L'operazione di oggi, in prosecuzione di quella nei confronti degli appartenenti alla criminalità organizzata - spiega il comandante Quintavalle - rientra nell'ambito di una più ampia strategia operativa che vede la guardia di finanza impegnata a contrastare l'infiltrazione della criminalità organizzata a tutela dei cittadini onesti che hanno concretamente bisogno dei sussidi pubblici, soprattutto in questo periodo di crisi dovuta all'emergenza pandemica. In tale ambito, il Corpo opera in stretta collaborazione con l'Inps cui vengono tempestivamente inoltrate tutte le segnalazioni per l'irrogazione delle sanzioni previste e il recupero delle somme indebitamente percepite".

Il comandante Coscarelli rimarca invece che "c'è chi non ha dichiarato le vincite al gioco nonostante per giocare sia necessario aprire un conto corrente virtuale ovviamente con tanto di codice fiscale. Basta fare un controllo incrociato per scoprire chi non aveva diritto al sussidio. Il volume delle giocate online sfiora i 3 milioni e 300 mila euro complessivi".
 

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