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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Percepivano il reddito di cittadinanza ma non avevano i requisiti: scovati altri quattro "furbetti"

Dai controlli svolti dai finanzieri è emerso che avevano entrate non dichiarate o erano ospiti di comunità alloggio e di centri per rifugiati. Avrebbero incassato complessivamente 24.500 euro non dovuti. Avviata dall'Inps la procedura per la revoca del sussidio e il recupero delle somme

Percepivano il reddito di cittadinanza, ma non avevano i requisiti per farlo. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo, nel corso di alcuni controlli, svolti in collaborazione con l’Inps, hanno scovato altri quattro "furbetti", residenti a Prizzi, Godrano, Roccamena e Palermo. Tre di loro sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Termini Imerese e agli uffici dell'Istituto nazionale di previdenza sociale competenti territorialmente che gli revocherà il beneficio. Dovranno restituire le somme già percepite, pari a circa 21 mila euro. Il quarto percettore invece dovrà restituire oltre 3.500 euro.

Nel dettaglio, uno dei "furbetti" al momento della presentazione della domanda per ottenere l'aiuto, avrebbe omesso di comunicare i redditi percepiti dal figlio allora convivente nonché l’esatto valore di alcune entrate. Inoltre, dopo il cambio di domicilio del figlio, non avrebbe comunicato la variazione del proprio nucleo familiare che avrebbe determinato un Isee più alto. Un secondo soggetto non ha dichiarato che uno dei componenti del proprio nucleo familiare risiedeva stabilmente, su disposizione del tribunale per i minorenni, in una comunità alloggio con retta a totale carico dell’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali. Un terzo percettore del reddito, di nazionalità ivoriana, oltre a non avere il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due consecutivi, risiede in maniera continuativa, insieme al figlio minore, in un centro per rifugiati e richiedenti asilo a totale carico dello Stato. Infine, al quarto furbetto è stata contestata la mancata comunicazione della variazione reddituale di un componente del nucleo familiare. "Il coniuge, durante un controllo su strada, è stato sorpreso - spiegano dal Comando provinciale - a svolgere un’attività di lavoro dipendente 'in nero'".

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