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I funerali di Santo Parisi a Terrasini - Foto di Carola Catalano

I funerali di Santo Parisi a Terrasini - Foto di Carola Catalano

Incidente sulla nave a Messina, l'addio di Terrasini a Santo Parisi

Un intero paese ha voluto stringersi attorno al dolore della moglie Rosanna e dei figli Giuseppe, Francesco e Rosalia. Presenti anche il sindaco Maniaci e il governatore Crocetta: "La Regione non li abbandonerà"

Una chiesa gremita di gente commossa e in rigoroso silenzio ha accolto il feretro di Santo Parisi, in piazza Duomo a Terrasini. In tantissimi non hanno trovato un posto all'interno della Chiesa Madre e sono rimasti fuori a pregare per il marinaio morto a Messina mentre stava svolgendo il proprio lavoro martedì 29 novembre, insieme ad altri due colleghi, Gaetano D'Ambra e Christian Micalizzi. Un intero paese ha voluto stringersi attorno al dolore dei familiari, la giovane moglie Rosanna e i figli Giuseppe, Francesco e Rosalia.

Presenti anche il sindaco Giosuè Maniaci, che per la giornata di oggi ha proclamato il lutto cittadino, il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e molti colleghi della marina. Due gli angeli custodi in divisa bianca e blu che hanno commemorato Parisi rimanendo, in piedi, ai lati della bara durante i funerali. A celebrare la messa Monsignor Michele Pennisi, Vescovo di Monreale che ha aperto le esequie usando subito parole forti.

"E' accaduto ciò che non dovrebbe mai accadere sul posto di lavoro, dove le persone si recano per guadagnarsi da vivere - ha detto il Vescovo -, per costruire un futuro sereno e più sicuro per sè e per i propri figli. Quando accadano tragedie come questa, non possiamo abbassare l'attenzione. Deve crescere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. La salute e la vita dei lavoratori, come di tutte le persone, sono valori primari. La ricerca della verità deve andare avanti velocemente". 

Dopo aver lanciato questo appello alla giustizia, al rispetto delle regole e dei diritti Monsignor Pennisi ha voluto dedicare un pensiero a Santo, "un padre, un marito e un lavoratore esemplare" e alla moglie Rosanna invocando per quest'ultima e per gli altri parenti il conforto della speranza cristiana. A dare conforto alla famiglia del marinaio anche il primo cittadino Maniaci che con la voce scossa ha voluto salutare Santo a nome di tutti i cittadini di Terrasini. "Ciao Santo, Terrasini ti saluta. Le tante persone presenti oggi sono la dimostrazione che i tuoi concittadini sono vicini alla tua famiglia", ha detto il sindaco.

Secondo il Governatore Crocetta "è compito anche delle istituzioni sostenere la famiglia in questo difficilissimo momento". "Già domani mi muoverò - spiega a PalermoToday - per cercare di trovare un lavoro alla famiglia. Garantisco che la Regione non li abbandonerà". Secondo il governatore, inoltre, servirebbe una nuova legge con l'obiettivo proprio di tutelare le famiglie che subiscono lutti sul lavoro. Crocetta ha conosciuto Santo Parisi, quando era già morto, all'ospedale di Messina e di lui dice: "Di una cosa sono certo, che fosse un uomo buono. L'ho capito dall'affetto che ha ricevuto e dal suo volto, sereno".

Anche la moglie e i figli hanno voluto salutare pubblicamente il loro caro, ma hanno affidato il troppo difficile compito ad un parente che ha letto per loro la lettera. "Papà era una persona semplice, un uomo onesto, un padre e un marito ottimo, un buon collega. Per questo ti ringraziamo. Speriamo di essere bravi come te. Ricorderemo per sempre l'amore che ci hai trasmesso e ti porteremo sempre nel cuore". La famiglia ha voluto ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicini. Tra le lacrime i presenti hanno risposto con un altro lungo applauso. Finita la messa i presenti hanno lasciato in silenzio e in modo molto composto la chiesa. Non sono andati a casa però. La bara è stata accompagnata al cimitero da un lungo corteo a piedi.

LE CONDIZIONI DELL'ALTRO MARINAIO FERITO - E' fuori pericolo e ha lasciato il reparto di Rianimazione Ferdinando Puccio, 36 anni, il marittimo palermitano rimasto coinvolto nel grave incidente. Dopo lo scioglimento della prognosi l'operaio, rimasto gravemente intossicato, è stato trasferito stamattina nel reparto di Neuroriabilitazione per Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA) dell'IRCCS-Piemonte, dove ha iniziato la riabilitazione neurocognitiva e motoria. Se le sue condizioni di salute continueranno a migliorare, Puccio sarà dimesso mercoledì. Nella stessa giornata dovrebbe essere dimesso anche l'altro marittimo, Antonino Lombardo, ricoverato invece nel reparto di Medicina d'Urgenza.

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