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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

Dalla Missione di Biagio Conte una preghiera per Papa Benedetto nel giorno dei suoi funerali

La Missione speranza e carità ricorda il santo padre emerito nel giorno delle esequie a Roma. Nel 2010 l'incontro in città con il missionario laico, adesso in gravissime condizioni

La Missione speranza e carità di Biagio Conte ricorda il papa emerito Benedetto XVI nel giorno dei funerali. Mentre Palermo prega per il frate laico in gravissime condizioni, la cittadella della solidarietà che accoglie 600 poveri ricorda papa Ratzinger. 

Il riferimento è al viaggio fatto a Palermo il 3 ottobre del 2010 e all'incontro con il missionario laico Biagio Conte, in questo momento in gravi condizioni per una malattia. "Non possiamo non ricordare l'incontro con Fratel Biagio e Padre Giuseppe Vitrano a Palazzo vescovile, salone Filangieri", afferma la comunità. 

Mentre i fedeli palermitani fanno visita al missionario in via Decollati, il ricordo vola a Roma. "In questo incontro matura - viene ricordato - l'associazione pubblica di fedeli della Missione di speranza e carità. Negli anni precedenti Papa Benedetto XVI aveva scritto due encicliche: Spe Salvi (30 novembre 2007) e Caritas in veritate (29 giugno 2009), sulla speranza e sulla carità".

Un incontro profetico, fanno sapere dalla Missione. "L'incontro testimonia in modo profetico la grande comunione con la Chiesa, rappresentata da Pietro nella persona di Papa Benedetto XVI che è simbolo della fede. Il nome di Missione di speranza e carità è stato maturato da Fratel Biagio e Padre Pino proprio in quell'incontro con Papa Benedetto XVI. E oggi tutta la comunità prega per lui che ci è stato vicino". 

E sono tanti i fedeli giunti da Palermo per assistere alle esequie del Papa Emerito. "Siamo arrivati qui, io dalla Sicilia e i miei amici dalla Toscana stanotte a mezzanotte. Abbiamo fatto la coda ed eravamo in prima fila". E' il racconto di Nicasio Scacciaferro all'Adnkronos, arrivato con uno striscione in cui è scritto "Papa Benedetto Magno". 

"Abbiamo portato il nostro striscione dando a Benedetto l'appellativo di 'Magno' per due motivi - spiega - il primo teologico, perché è un grande, ha scritto di tutto e con una portata davvero enorme, poi umano, la sua umiltà, la sua semplicità non hanno da invidiare nulla a tutti quei papi che hanno avuto giustamente questo appellativo". E sui cori che si sono levati dalla piazza al termine della funzione, aggiunge: "La Chiesa, naturalmente con discernimento, valuterà, ma come si dice nella tradizione 'vox populi, vox dei'. Il popolo ha espresso questo desiderio, penso che la Chiesa con la sua sapienza saprà vagliarlo e vedrà se poterlo accogliere o meno". 

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