Cronaca Uditore-Passo di Rigano / Piazza Passo di Rigano

L'ultimo saluto a Mirko Vicari, "Non si può morire in questo modo"

Si è volto questa mattina il funerale del vigile urbano ucciso lo scorso martedì in via Scillato. Folla nella Chiesa San Giuseppe di piazza Passo di Rigano. Presenti anche Orlando e il questore Zito

La bara di Mirko Vicari

Il cappello bianco sulla bara color ciliegio è avvolto da corone di fiori. Sotto la foto di Mirko Vicari in divisa. Tanti i colleghi delle forze dell'ordine, parenti ed amici, l'attuale compagna, l'ex moglie con i due figli di 9 ed 11 anni in lacrime, tutti stretti nel cordoglio di una ferita che non potrà essere guarita. Si è celebrato questa mattina, alla chiesa di San Giuseppe di piazza Passo di Rigano, il funerale del 38 enne agente della municipale morto lo scorso martedì con un colpo al petto. Ma tante sono ancora le circostanze da chiarire.

Di fronte all'ingresso della chiesa diversi mezzi della municipale. Due cordoni di agenti dell'esercito e della polizia municipale sul vialetto che porta all'entrata della chiesa per scortare l'agente Vicari durante il suo ultimo viaggio terreno. All'interno una grande folla di gente chiusa nel proprio dolore. Molti sussurrano: "E' una cosa incredibile, ma come si può morire così?". Sotto il sole cocente sono tante le persone giunte per salutare l'agente ucciso, secondo le prime ricostruzioni, da alcuni malviventi che erano stati sorpresi a rubare nell'abitazione di Vicari. Tra le prime fila il sindaco Leoluca Orlando ed il questore Nicola Zito, poco dietro anche l'assessore Agnese Ciulla. Nessuno dei colleghi che hanno partecipato si è sentito di dire due parole su di lui. La tristezza è troppa. La fine della celebrazione lascia spazio ad uno scrosciante applauso. E mentre i colleghi porgono a Mirko l'ultimo saluto militare, il resto degli astanti procede lentamente fuori dalla chiesa, accompagnando la bara sino al carro funebre.



Mirko era un ex Lsu uscito dal precariato e stabilizzato nel corpo di polizia municipale nel 2010. Operava a bordo delle camionette che controllano i mercatini. "Prestava servizio per 21 ore settimanali - aveva raccontato Nicolò Scaglione, segretario aziendale della Cisl Palermo - e da quello che mi dicono era un ragazzo generoso che faceva con abnegazione il prorpio lavoro. Nessuno mai ha avuto da ridire sul suo comportamento professionale". L'agente è morto a causa di un colpo di pistola partito da una pistola calibro 9, sparato dall'alto verso il basso. La circostanza è stata confermata dopo l'autopsia eseguita nell'Istituto di Medicina Legale dal professore Paolo Procaccianti. Sul suo corpo, però, non è stato trovato alcun segno di colluttazione. Resta dunque ancora avvolta nel mistero questa tragica morte.

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