L'ultimo saluto a Peppe Nicoletti: "Apparivi, sorridevi e te ne andavi. Un privilegio conoscerti"

A Valdesi, in una chiesa gremita, i funerali del 38enne morto insieme al padre nell'incidente sull'autostrada Palermo-Messina. Padre Fabrizio: "Era così facile diventare amico suo, come dimostra la presenza di ciascuno di voi"

Un addio in rispettoso silenzio e un abbraccio senza fine all'ingresso della bara nella Chiesa di Maria Santissima Assunta di Valdesi, a pochi passi dal mare calmo di Mondello. Leggerezza è il sentimento che risuona più forte nelle parole di chi conosceva il sorriso rassicurante di Peppe, così come lo chiamavano tutti. Ci sono amici, colleghi, parenti, giornalisti ma anche semplici conoscenti tra le centinaia di persone venute, alcune persino da Catanzaro, per salutare Giuseppe Nicoletti, il 38enne andato via cinque giorni dopo l'incidente avvenuto il 30 dicembre scorso lungo l'autostrada Palermo-Messina, all'altezza di Cefalù, in cui ha perso la vita anche il padre Vincenzo, dopo l'impatto con un autocarro in sosta. 

In tanti, tra le centinaia di persone presenti, accarezzano la bara. Sotto la croce c'è una piccola foto con Giuseppe e il padre Vincenzo. Entrambi sorridenti. In prima fila c'è la mamma Rosa Ricciardi, nota giornalista della sede regionale Rai. Sono davvero così tanti coloro che hanno incrociato anche solo una volta Peppe, da restare in piedi attorno ai freddi sedili della chiesa di via Mater Dei. A pochi passi dal feretro, ci sono pure pure la lunga barba bianca di Vincenzo Agostino e il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli.

Leggerezza emerge pure nelle parole di padre Fabrizio, insieme a quel sorriso che accompagnava Peppe nella sua quotidianità. "E' difficilissimo - dice guardando la bara attorniata da fiori - celebrare l'omelia per un giovane amico. L'uso dei social network mi ha aiutato, perché quello che ho letto, scritto dagli amici, ha confermato l'idea e il rapporto che Peppe aveva con tutti. La prima parola da pronunciare è 'grazie'. Perché Peppe aveva questo modo di fare leggero, quasi disimpegnato nel senso della facilità con cui intavolava i rapporti. Era così facile diventare amico suo, come dimostra la presenza di ciascuno di voi".

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Giuseppe Nicoletti-2"Dentro di noi - continua - c'è una domanda che preferisco non fare: 'Perché?'. Io non so rispondere, non c'è un perché. Le Sacre Scritture rappresentano il Paradiso come un banchetto, forse perché gli autori erano meridionali, terroni. Mi piace allora pensare a Enzo e Peppe non sfigurati dall'incidente ma attorno a una tavola imbandita a fare festa". Ad ascoltarlo la madre col viso scavato dalle lacrime. Perchè la natura ci prepara a piangere la scomparsa di un genitore, non quella di un figlio. 

Poi, con la voce spezzata, padre Fabrizio ricorda uno degli ultimi incontri con Peppe: "Lui non conosceva barriere di generosità. La penultima volta che l'ho visto ero in panne in autostrada, proprio a Cefalù. Peppe è spuntato all'improvviso, si è fermato per aiutarmi a far ripartire la macchina. Lui era così: appariva, ti sorrideva, faceva una battuta cretina e se ne andava".

A ricordare Peppe, anche Giuseppe, un amico venuto da Catanzaro. "Lo abbiamo conosciuto 4 anni fa grazie a Vincenzo. In questo momento non riuscirei a raccontare un solo episodio perché con lui era sempre uguale. Rendeva le giornate leggere con la sua voglia di vivere. Leggerezza che però non significa superficialità. Erano grandi il suo spessore umano e la sua sensibilità verso i problemi di tutti. Sempre disponibile, sempre attento. Ci porteremo dietro i suoi abbracci, le sue carezze. Lui proprio non si tratteneva. Ci abbiamo sperato che non fosse vero. E' stato un privilegio conoscerti". Poi, un lungo ma contenuto applauso, prima di andar via, quasi per dire tutti insieme "grazie". E di nuovo silenzio, rispettoso e leggero come l'anima di Peppe.

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