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Cronaca Piazza Durante Francesco

La tragedia in autostrada, l'ultimo saluto alla famiglia Orestano: "Dio asciugherà ogni lacrima"

Si sono svolti i funerali di Roberto Orestano (49 anni), Rosa Parrinello (47) e della figlia Miriam (18), che hanno perso la vita sulla Palermo-Trapani. In prima fila Luca, il figlio sopravvissuto. Sempre gravi le condizioni del fratello quindicenne

Sulla sfondo una delle ultime immagini che ritrae la famiglia Orestano al completo, sorridente così come la ricordavano un po’ tutti. Al centro dei locali della chiesa evangelica di piazza Durante, nella zona del Policlinico, le tre bare di Roberto Orestano (49 anni), Rosa Parrinello (47) e della figlia Miriam (18), morti nel tragico incidente avvenuto nella notte domenica e lunedì sulla Palermo-Trapani. Di fronte a loro uno dei figli sopravvissuti, Luca, sulle cui spalle si allungano le braccia di amici e parenti nel tentativo di confortarlo in un momento tanto difficile.

Oltre duecento persone hanno voluto essere presenti ai funerali, oggi alle 10, per dare un ultimo saluto alla famiglia Orestano. Sopra la foto proiettata durante la cerimonia compaiono alcuni versetti dell’Apocalisse: “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno perché le cose di prima sono passate”. Sul pulpito il pastore Pietro Zanca, che da anni seguiva Roberto e la sua famiglia, affiancato da un coro di cinque ragazze con il capo coperto da un velo.

Il racconto del sopravvissuto: "Così è morta la mia famiglia"

Era quella la comunità alla quale, ormai da anni, si erano legati. Roberto, di professione elettricista, e la sua famiglia. Gli Orestano aveva attraversato un periodo difficile proprio per la mancanza di lavoro. Il capofamiglia, però, nelle prossime settimane si sarebbe dovuto trasferire in Danimarca dove aveva trovato in impiego in un cantiere per la costruzione di navi. A lui, che grazie alla fede aveva ritrovato un po’ di serenità, sarebbe toccato occuparsi degli impianti.

L’incidente

Gli Orestano stava rientrando a Palermo dopo aver fatto visita a un amico nel Trapanese. Stavano viaggiando sulla loro Mercedes Classe A che è entrata in contatto, all’altezza del viadotto tra Fulgatore e Segesta, con la Lancia Lybra guidata da un 35enne di Castellammare del Golfo. Dopo l’impatto la loro auto è finita in un dirupo dopo una caduta da un’altezza di oltre 10 metri. A ricostruire gli ultimi istanti è stato lo stesso Luca Orestano, il più grande dei tre figli: “Stavamo dormendo. Mio padre era alla guida. In un attimo è stato tutto buio. Ho visto mia madre e mia sorella che non respiravano più. Mio fratello e mio padre che chiedevano aiuto” (foto in basso di SiciliaOggiNotizie).

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A lanciare l’allarme è stato lo stesso conducente della Lancia Lybra. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polstrada di Trapani e i sanitari del 118.  Fondamentale l’intervento dei vigili del fuoco che hanno tranciato il tetto dell’auto per estrarre i corpi dall’abitacolo. Poi la corsa verso l’ospedale di Trapani per prestare le prime cure ai due superstiti. Luca ha riportato solo qualche ferita e qualche livido. Più delicate le condizioni del quindicenne M., il più piccolo della famiglia Orestano. E’ stato trasferito al Trauma center di Villa Sofia dove si trova tutt’ora ricoverato. “Le sue condizioni sono stazionarie nella loro gravità, la prognosi resta riservata”.

Le indagini

Gli agenti della Stradale del distaccamento di Trapani, dalla notte della tragedia, hanno avviato le indagini concentrandosi sui segni di frenata rivenuti sull’asfalto. Per chiarire la dinamica dell’incidente bisognerà stabilire a quale mezzo appartenga ognuna delle tracce lasciate dagli pneumatici. Il conducente della Lancia Lybra si è sottoposto senza obiezioni all’alcol test, ma i risultati sarebbero stati negativi. Al vaglio anche i tabulati dei cellulari, per chiarire se l’impatto possa essere stato condizionato dalla distrazione di uno dei due conducenti. Le due auto sono state sequestrate e il 35enne di Castellammare è stato indagato per omicidio stradale.

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