Cronaca Oreto-Stazione / Via Gaspare Mignosi

La folla attorno alla bara e la musica neomelodica, celebrati i funerali di Salvato

Il folto corteo partito da fondo Picone, dove la vittima viveva con la moglie e i tre figli, ha raggiunto la chiesa cattolica parrocchiale Sacra Famiglia per l'ultimo saluto al 29enne ucciso dallo zio. In via Tiro a segno realizzati due murales in suo ricordo

Il corteo funebre di Dino Salvato

Fuochi d’artificio e musica neomelodica per l’ultimo saluto a Dino Salvato. Si sono svolti questa mattina nella chiesa cattolica parrocchiale Sacra Famiglia, nella zona della stazione centrale, i funerali del pregiudicato di 29 anni freddato con almeno due colpi di pistola nella notte fra lunedì e martedì scorsi. A premere il grilletto, come poi confessato agli agenti, sarebbe stato lo zio Alfonso Vela arrestato in meno di 24 ore (foto in basso).

Il rombo delle moto e gli applausi: l'ultimo saluto a Dino | VIDEO

La bara del giovane portata a spalla da amici è parenti si è spostata dalla sua abitazione in fondo Picone, dove Salvato viveva con la madre, la moglie e i loro tre figli, percorrendo corso dei Mille e raggiungendo poi la chiesa di via Gaspare Mignosi. In tanti hanno seguito il corteo funebre a piedi e fra gli applausi, suonando i clacson delle auto e facendo rombare i motori di scooter e motociclette.

Le immagini dal luogo del delitto

Nei giorni successivi all’omicidio qualcuno ha realizzato anche in via Tiro a Segno due murales in ricordo del 29enne: "Dino, sarai sempre con noi". Così hanno deciso di lasciare un segno in memoria di Salvato, ucciso brutalmente dallo zio che si era convinto che ci fosse proprio il nipote dietro l’ultimo sequestro di materiale ferroso. A quel punto i due avrebbero programmato un appuntamento che sarebbe dovuto servire per un chiarimento.

murales dino salvato-2

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, invece, Vela avrebbe teso un agguato a Salvato che, nonostante il tentativo di fuga, è stato colpito da due proiettili, uno dei quali lo ha raggiunto al volto e rendendo quasi irriconoscibile. Dopo una notte di interrogatori e indagini gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a identificare il killer che, messo alle strette ha confessato tutto. Inutili anche i tentativi di depistare gli investigatori.

"Ucciso per un post su Facebook" | VIDEO

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