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Un momento dei funerali

Un momento dei funerali

Il caos al funerale di Agostino, Daspo per tre ragazzi: non potranno entrare allo stadio

Il questore ha disposto il provvedimento (di recente normativa) nei confronti dei giovani che, lo scorso giugno, durante l'ultimo saluto al sedicenne della Noce morto in un incidente, si resero protagonisti di un'aggressione ai danni delle forze dell'ordine

Tecnicamente si chiama "Daspo fuori contesto". Il questore di Palermo ha "colpito" tre giovani che, lo scorso giugno, durante i funerali di Agostino Cardovino (il ragazzo di 16 anni della Noce travolto in viale Regione Siciliana mentre attraversava) si resero protagonisti di scontri e aggressioni ai danni degli agenti, disponendo nei loro confronti il divieto di ingresso negli impianti sportivi. 

Come da recente normativa, questo tipo di Daspo prevede la possibilità di applicare il divieto di accesso allo stadio per chi viene anche solo denunciato, nei cinque anni precedenti, per reati indicativi di una personalità violenta, anche se non commessi in occasione delle partite di calcio, che rappresentano momenti di particolare rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica..

"I tre - dicono dalla questura - si erano resi responsabili di gravi episodi di violenza fisica a più riprese, nei confronti delle forze dell’ordine presenti durante il funerale di Agostino per vigilare sull’incolumità della nutrita folla. I tre adesso non potranno entrare né allo stadio, né negli altri luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. I poliziotti del commissariato Zisa-Borgo Nuovo, lo scorso 23 giugno, in occasione del funerale, furono aggrediti per avere sequestrato alcune batterie di fuochi d’artificio illegalmente detenute da alcuni promotori dell’evento funebre, la cui parziale accensione al passaggio del feretro avrebbe messo a repentaglio l’incolumità e la sicurezza delle numerose persone che si erano riversati in strada".

Quel giorno gli agenti furono aggrediti e costretti a trovare riparo all’interno dell’istituito scolastico De Amicis per proteggersi dalla furia violenta che si era scatenata. Alcuni esponenti delle forze dell’ordine a causa dei calci e dei pugni ricevuti furono soccorse in ospedale per ricevere le cure del caso.

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