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I funerali di Agostino Cardovino

I funerali di Agostino Cardovino

Botti e agenti sequestrati, il caos al funerale di Agostino alla Noce: un arresto e 7 denunce

Lo scorso 23 giugno l'intero quartiere è sceso in strada per l'addio al diciassettenne travolto da un'auto in viale Regione. Organizzato "un corteo non autorizzato con anche fuochi d'artificio". Alcuni poliziotti sono stati aggrediti e rinchiusi all'interno di una scuola

Lo scorso 23 giugno un intero quartiere, la Noce, è sceso in piazza per i funerali di Agostino Cardovino, il sedicenne travolto e ucciso da un'auto un viale Regione all'altezza di via Perpignano, a pochi passi da casa. Per dirgli addio furono anche esplosi dei fuochi d'artificio, ma quello che doveva essere il saluto a un amico scomparso si è trasformato in violenza: con un'aggressione ad alcuni poliziotti, intervenuti per fare in modo che la grande partecipazione di cittadini non comportasse disordini o la violazione delle norme anti Covid. A distanza di mesi un ragazzo è stato arrestato e in 7 sono stati denunciati. Gli agenti del commissariato Zisa-Borgo Nuovo hanno agito su richiesta del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Giorgia Spiri, a conclusione di articolate attività investigative con il coordinamento della Squadra Mobile.

L'uscita degli indagati dal Commissariato | VIDEO

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di G.R., 24enne palermitano, e l’obbligo di presentazione nei confronti di altri due giovani palermitani: N.D. M, di 29 anni, e S.I., 23 anni.

Sono accusati di avere rinchiuso tre agenti nella scuola De Amicis, dove gli stessi poliziotti si erano rifugiati "per sottrarsi alle violenze e minacce subite". Contestata l’aggravante "di aver commesso il fatto al fine di eseguirne un altro e averlo commesso nei confronti di pubblici ufficiali". Per l'accusa i tre e altri 5 indagati (cui non è stata applicata misura cautelare), in concorso tra loro e con altri soggetti non identificati, hanno "usato violenza e minaccia nei confronti di pubblici ufficiali; hanno colpito, in concorso tra loro e con altri soggetti non identificati, due operatori di polizia con calci e spintoni, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di eseguirne un altro".

Il giorno dei funerali, ricostruisce la polizia in una nota, circa mille persone "hanno effettuato un corteo funebre non autorizzato, utilizzando diffusori acustici non consentiti e bloccando l’intera sede stradale, anche grazie all’utilizzo di numerosissimi ciclomotori".

Sono inoltre stati esplosi dei fuochi d’artificio da alcuni ragazzi poi scappati. (Uno degli artefici è tra i denunciati ndr) . "L’attività di osservazione - prosegue la polizia - ha permesso di rilevare da una casa di via Eredia un sospetto via vai di persone. Gli agenti hanno trovato nel sottoscala quattro scatole di giochi pirotecnici ancora confezionate. Materiale pericoloso sequestrato e portato via immediatamente. Quando il corteo funebre è arrivato in via Eredia un gruppo di persone, per lo più giovani e capeggiati da G.R., avendo notato che i fuochi erano stati prelevati e sequestrati, ha abbandonato il corteo e ha inscenato una violenta rivolta verso i poliziotti. Questi ultimi sono stati costretti a più riprese verso il muro e colpiti con calci, pugni e spintoni". Due agenti sono rimasti feriti e, una volta in ospedale, la prognosi è stata sei 6 giorni ciascuno.

Gli agenti per sottrarsi alla violenza, hanno cercato riparo nel vicino istituto De Amicis di via Rosso di San Secondo. Qui, secondo quanto ricostruito, sono stati sequestrati da parte dei tre giovani per circa 15 minuti, durante i quali hanno subìto minacce di morte, perchè "colpevoli" di aver rovinato la “festa”. "L’obiettivo dei tre - dicono dalla polizia -  era quello di riottenere il materiale sequestrato, sì da poter concludere quanto iniziato". L'arrivo di altri poliziotti che hanno fatto irruzione nella scuola e dei mezzi del Reparto Mobile lio ha però fatti desistere e sono scappati.

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