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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca Oreto-Stazione / Via Gabriele Buccola

"Era un uomo buono, amico di tutti": celebrato il funerale dell'operaio morto ai Cantieri navali

A celebrare la funzione nella chiesa evangelica "Gesù vive e regna" il pastore Carmelo Di Marco, cognato di Angelo Salamone, 61 anni, deceduto poche ore dopo essere rimasto schiacciato da un grosso serbatoio. Per la tragedia in cinque sono stati iscritti nel registro degli indagati

"Angelo era un uomo buono, amico di tutti, un uomo che non si faceva dimenticare. Noi chiediamo al Signore la consolazione, ma non dimenticheremo mai Angelo". Sono alcune delle parole pronunciate dal pastore evangelico Carmelo Di Marco che ha celebrato questa mattina il funerale di Angelo Salamone, 61 anni, l’operaio della Doro Maris morto mercoledì scorso ai Cantieri navali, travolto da una serbatoio mentre lavorava con un collega. La funzione è stata celebrata nella chiesa cristiana evangelica "Gesù vive e regna" in via Gabriele Buccola, nella zona di via Oreto. A portare la bara i colleghi di lavoro dell’operaio visibilmente commossi. Amici, parenti e fedeli si sono stretti attorno alla moglie Laura Di Marco e ai figli Alessandra, Antonio Pietro e Simone. 

"Quando Angelo ha perso il lavoro - ha proseguito il pastore, cognato della vittima - si è impegnato per trovarne un altro e ha lavorato in una ditta dell’indotto dei Cantieri navali come autista. Era un uomo che non si fermava mai. Voleva sempre accrescere le proprie competenze. Lui di nascosto da tutti ha imparato a fare il saldatore. Sono venuti a fare le verifiche i tecnici per accertare le competenze e capacità degli operai della ditta ma nessuno con la qualifica di saldatori ha superato il test. Lui ha chiesto di potere eseguire la verifica e l’ha passato. E’ stato un grande uomo. Noi dobbiamo ricordare quello che di tanto e di buono ha fatto per la sua famiglia, per la moglie e i propri figli. Ognuno in questa sala non può non dimenticare la sua vitalità e la sua gioia di vivere".

funerale angelo salamone 2

Intanto proseguono le indagini e ieri è stata eseguita l’autopsia all'Istituto di medicina legale del Policlinico. Il consulente tecnico incaricato dalla Procura avrà poco più di due mesi per depositare una relazione dettagliata. Per la morte dell’operaio sono stati iscritti nel registro degli indagati i responsabili dello stabilimento di Palermo di Fincantieri, il responsabile del servizio di prevenzione dell’azienda e il responsabile dell’azienda in cui lavorava Salamone. C’è anche l’operaio con cui lavorava il dipendente morto. La famiglia, assistita dall’avvocato Ida Giganti, chiede che si faccia luce su quanto avvenuto e rileva che non sono state chiamate immediatamente le forze dell’ordine, poi arrivate in ospedale, e la scena dove è avvenuto l’incidente era stata modificata.

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