Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Cinisi si ferma per Alessandro: "Sei arrivato tardi e sei andato via troppo presto"

In centinaia hanno riempito la chiesa Madre per partecipare ai funerali del diciottenne morto a causa di un incidente a Terrasini: con lo scooter è finito contro una mucca. Le lacrime di familiari e amici. "Aveva le 'cornicchia' ma era molto sensibile, un bravissimo ragazzo"

La sua nascita è stata inaspettata così come la sua morte, arrivata prematura. La sua vita è stata caratterizzata dalla vivacità e dall'allegria che hanno riempito le giornate di chi ha avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lui. Così chi ha conosciuto Alessandro Sclafani, 18 anni soltanto (a settembre ne avrebbe compiuti 19), racconta chi era il giovane che l'altro ieri ha perso la vita dopo tre giorni dall'assurdo incidente: venerdì scorso è finito contro una mucca mentre era a bordo del suo Sh Honda, a Terrasini. Le lesioni neurologiche purtroppo non gli hanno dato scampo. Oggi a Cinisi in centinaia si sono riuniti per partecipare al suo funerale nella chiesa Madre Santa Fara in piazza Vittorio Emanuele Orlando. "Caro Alessandro - dice padre Antonio Ortoleva durante la sua omelia - ci sono i tuoi professori, i membri della commissioni degli esami di maturità che stavi sostendendo, i tuoi amici e tutte le varie componenti della comunità locale. Tutti qui per te".

La chiesa è gremita. C'è così tanta gente che non c'è posto per tutti. Parecchi sono costretti a rimanere fuori, davanti alle due porte laterali e a quella principale spalancate per permettere loro almeno di sentire qualcosa e di partecipare al dolore della famiglia di Alessandro. C'è anche il sindaco Giangiacomo Palazzolo e una parte della sua giunta. In prima fila, a pochi passi dalla bara bianca, ci sono la mamma Antonella Mortillaro, il papà Gaspare, la sorella Marilena e il fratello Vincenzo, più grandi di lui di diversi anni. Alessandro lascia anche due nipoti, uno dei quali di appena due mesi. 

"Alessandro è arrivato tardi - racconta a PalermoToday Rosaria Randazzo, vicina di casa della nonna paterna che lo conosceva da quando era molto piccolo  - e quando è nato la sorella Marilena aveva 18 anni e il fratello Vincenzo circa 15. La mamma 40. Ha portato gioia in quella famiglia perché era inaspettato. Come si dice in Sicilia, aveva le 'cornicchia' ma era molto sensibile, un bravissimo ragazzo".

La sera dell'incidente stava accompagnando a casa un'amica della comitiva che abita in via Calarossa. La ragazza è rimasta ferita: la sua mandibola si è rotta in diversi pezzi e dovrà subire degli interventi, ma è fuori pericolo. La mattina, invece, Alessandro aveva sostenuto la seconda prova degli esami di maturità. In chiesa e al cimitero per dargli l'ultimo saluto ci sono anche i suoi compagni della quinta A dell'Ipsia Mario Orso Corvino di Partinico. Trattengono a stento le lacrime. Ma alcuni non ci riescono. "Abbiamo sostenuto la prova d’indirizzo, quella di meccanica. Ci siamo salutati - raccontano - dicendoci ci vediamo lunedì, il giorno della terza prova. Quando abbiamo saputo quello che era successo siamo corsi subito in ospedale per capire la situazione che è stata evidente da subito". Il dolore rende difficile parlare. Così un compagno inizia la frase, poi si interrompe e un altro la completa: "Alessandro si divertiva con poco. Diceva spesso 'Un minuto finisce a 100', era un modo di dire tutto suo che ci faceva tanto ridere, lo diceva sempre e lo ha detto anche quella mattina, l'ultima volta che lo abbiamo visto".

Alessandro Sclafani-3Un ragazzo con la battuta sempre pronta che amici e parenti oggi hanno voluto ricordare in modo sobrio: un lunghissimo applauso ha salutato l'arrivo del feretro e un altro lungo applauso lo ha fatto alla fine delle cerimonia funebre. Nel mezzo un silenzio assordante intervallato dalle parole dei quattro sacerdoti che hanno detto la messa: "Alessandro sei tra le braccia del signore. In tanti ti hanno voluto bene. Pensiamo in questa circostanza dura, forte, al dono che sei stato: 18 anni sono pochi ma sono tanti se si pensa a tutti gli attimi che hai vissuto con la tua famiglia e i tuoi amici. Tu hai ravvivato, hai dato giovinezza, vivacità alla tua famiglia, ora che sei più vicino a Dio continua a pregare per la tua famiglia che possa superare questo momento di dolore. Tutti sanno chi eri. La vita dopo questo passaggio deve continuare. Guardiamo l’esperienza del dolore di Maria ma restiamo solidi come la roccia certi che tu continui a guardare e a vegliare sui tuoi. Arrivederci in paradiso Alessandro".

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"La fede - afferma un'amica della parrocchia della mamma - è una corazza e la mamma è molto religiosa e questo le darà forza". In chiesa per dare forza alla famiglia di Alessandro ci sono anche tanti giovani che lo conoscevano solo di vista: "Siamo qui per esprime la nostra vicinanza". “Era nostro coetaneo - racconta una giovane coppia di fidanzati - e ci siamo immedesimati. Non abbiamo uno scooter ma questa esperienza ci insegna a dare importanza alle cose giuste, alla famiglia, agli affetti, a fissarsi degli obiettivi e a lottare per raggiungerli senza perdere tempo in sciocchezze”.


 

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