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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Viaggio nell'autobus ciminiera

Il racconto di una lettrice a PalermoToday sulle condizioni del 122. "Fumare è diventata un'abitudine, sia per i passeggeri che per gli autisti. Pensare che a volte ci sono ragazzi che si accendono perfino uno spinello"

"Fumare sull'autobus è la norma, per passeggeri e autisti". E' quanto denuncia una lettrice di PalermoToday, che preferisce non veder pubblicato il proprio nome, che ogni giorno va e torna da lavoro con la linea 122. Fumare, e non solo sigarette. "Capita molto spesso - afferma la lettrice - di vedere dei ragazzi mettersi in fondo all'autobus e accendersi tranquillamente uno spinello, a volte nemmeno preoccupandosi di abbassare il finestrino". Un problema, quello del fumo a bordo degli autobus, che torna d'attualità dopo la presunta aggressione di un autista ai danni di un passeggero "reo" di avergli chiesto di spegnere la sigaretta mentre era alla guida del bus. Una tesi però smentita dal presunto aggressore.

Fatto sta che diversi lettori hanno segnalato come fumare sia la norma a bordo di diversi mezzi. E nel caso del 122 non si sta parlando di una linea che attraversa zone periferiche o meno controllate, ma di un autobus che attraversa arterie centrali come via Roma e via Dante. Quindi autobus molto probabilmente frequentati anche da turisti. "Mi sembra - prosegue la donna - di essere l'unica a vivere con disagio la situazione, non ho mai sentito una lamentela da parte di qualcuno, nemmeno dalle mamme con i loro figli piccoli. Le volte che mi sono azzardata a segnalare la cosa al conducente mi sono sentita rispondere che lui non si era accorto di nulla, e nulla ha fatto".

Ma gli autisti della linea 122, secondo il racconto della lettrice, capita che a volte non siano solo omertosi, ma trasgressori essi stessi. "Ovviamente ho visto anche loro fumare, magari a mezzo fermo, come se allora fosse lecito". E i controllori, in tutto questo, che fanno? "Di controllori non se ne vedono quasi mai - conclude la lettrice - e le poche volte in cui salgono ci sono liti con i recidivi del mancato timbro". 

Il direttore generale dell'Amat, Pasquale Spadola, risponde così a PalermoToday: "L'azienda cerca con i mezzi a propria disposizione di contenere tali fenomeni. Riteniamo che azioni più efficaci possano essere condotte dalle forze dell'ordine che dovrebbero, nell'ambito delle attività di controllo del territorio, effettuare sopralluoghi anche sui nostri mezzi in modo da garantire, più in generale, la sicurezza del trasporto. Aggiungo inoltre che spesso le aggressioni subite dai nostri autisti nascono da tentativi di far rispettare le regole".

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