Cronaca Libertà / Via Gregorio Ugdulena

Fuga di gas, evacuato call center Alicos: dodici lavoratori in ospedale

Un tubo rotto per sbaglio durante alcuni lavori "Open Fiber" nella vicina via Ugdulena. Sul posto i vigili del fuoco e le ambulanze del 118 che hanno portato gli intossicati in ospedale. Situazione sotto controllo dopo circa due ore

L'intervento dei vigili del fuoco all'Alicos di via Cordova

Fuga di gas in via Ugdulena, evacuato il call center Alicos: al pronto soccorso alcuni lavoratori rimasti intossicati. I vigili del fuoco sono intervenuti nella traversa di via Libertà per contenere la perdita che sarebbe stata provocata dalla rottura di un tubo durante gli scavi del programma "Open Fiber". Sembrerebbe che l'errore degli operai sia stato causato da un calcolo errato sulla mappa dei sottoservizi. Dopo un'ora, intorno alle 12.30, la situazione è tornata sotto controllo e gli operatori di via Cordova hanno indossato nuovamente le loro cuffie per proseguire con il turno di lavoro.

Fuga di gas in via Ugdulena, l'intervento dei vigili del fuoco: video

Il gas sarebbe arrivato attraverso l’impianto di areazione e le finestre nei locali della vicina via Cordova. Alcuni lavoratori del call center hanno iniziato ad accusare malori dovuti all'inalazione del gas. Così sul posto sono arrivate diverse ambulanze, che hanno portato 12 lavoratori (non 7 come comunicato inzialmente) al pronto soccorso. Un vigile del fuoco ha anche raggiunto l'ultimo piano per interrompere un'udienza della Corte dei conti, poi sospesa e rinviata di un'ora. Le condizioni più serie per un quarantenne (A.S. le iniziali) che è finito in camera iperbarica.

"Ho assistito all’ultima fase - racconta Debora Drago, amministratore di condominio di un palazzo di via Ugdulena - ma posso dire che il nostro portiere ha prontamente chiamato sia il 115 e che l'azienda del gas. Hanno tagliato di netto il tubo, ma non hanno mai interrotto l'erogazione e questa cosa mi ha lasciata un po' perplessa. Eppure di fronte ci sono un panificio e un fruttivendolo aperti, ma anche mezzi meccanici accesi e funzionanti. Ci hanno detto di allontarci perchè la situazione è pericolosa. Ho respirato aria 'viziata' per molto tempo e ora ho mal testa".

"Per sicurezza abbiamo fatto evacuare l’edificio - spiegano i vigili del fuoco - ed è intervenuta l’Amg per riparare il danno. Non è possibile interrompere l’erogazione perché quel tubo serve l'intero isolato. Sono riparazioni che vanno fatte con tubazione in pressione. Sul posto ci sono due squadre più servizio e Nucleo Ncbr". Gli uomini del 115 sono intervenuti azionando l'esposimetro per verificare il livello di saturazione e l'apparecchio ha iniziato a indicare un'anomalia già in strada.

"Al di là dell'errore umano il problema - spiega il direttore dei lavori di Open Fiber - nasce dal fatto che le tubazioni, a Palermo, si trovano tutte a 30 centimetri dall'asfalto, mentre dovrebbero essere ad almeno un metro. Ad ogni modo non si è mai rischiata alcuna esplosione perchè in ambiente aperto è difficile raggiungere la percentuale di saturazione minima".

Proprio Open Fiber, insieme a Sirti, sta utilizzando la nuova tecnica "Onedaydig" per scavare, "posare" la fibra ottica e chiudere le buche in giornata. Sono loro a "tappare" i solchi scavati in strada dai macchinari con un terriccio rosso che, come segnalato in diverse occasioni, risulta pericoloso per ciclisti e motociclisti: "Servirebbe lasciare 'asciugare' il tutto per 20 giorni. Infatti è un argomento che abbiamo discusso e per il quale stiamo cercando un'altra soluzione, prestando molta attenzione proprio al tema del ripristino".

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