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Sabato, 21 Maggio 2022
Frodi fiscali

False fatture per le detrazioni Iva, sequestrati 78 milioni di euro a una società "fantasma" e ad altre tre imprese

La guardia di finanza ha scoperto una frode fiscale dopo gli accertamenti su un'azienda attiva nel settore del commercio all'ingrosso di materiali ferrosi. Oltre al provvedimento cautelare sono stati denunciati i rappresentati legali delle altre imprese coinvolte con sede a Roma, Milano e Napoli

Si tratterebbe di una società attiva nel settore del commercio all’ingrosso di materiali ferrosi che non avrebbe avuto macchinari, attrezzature, uffici né utenze. Non un versamento di imposte né un dipendente. La sede nient’altro era che una casella postale per il recapito della corrispondenza. Eppure avrebbe fatto operazioni commerciali con una società con sede a Roma, fatturando milioni di euro per operazioni inesistenti. Il tutto per ottenere un’indebita e cospicua detrazione dell’Iva. E’ il meccanismo scoperto dalla guardia di finanza che ha eseguito un provvedimento con cui il gip ha disposto il sequestro preventivo di 78 milioni di euro a carico di tre società, tra cui la palermitana Runex srls.

"Dagli accertamenti svolti - si legge in una nota - sarebbe emerso che l’impresa, sebbene priva di mezzi, locali e attrezzature, avrebbe formalmente intrattenuto transazioni commerciali per rilevanti importi, negli anni 2016 e 2017, con una società di capitali con sede a Roma". Dalle indagini svolte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria sotto il coordinamento della Procura, l’impresa palermitana avrebbe fatturato operazioni mai avvenute consentendo alla società capitolina di rivendere solo sulla carta la stessa merce (triossido di Molibdeno, bramme e coils) ad altre due società di Napoli e Milano. Il gip del Tribunale di Palermo Annalisa Tesoriere ha disposto un sequestro preventivo di 19 milioni di euro nei confronti della Runex srls con sede a Palermo; altri sequestri sono scattati nei confronti della Martenk spa con sede a Roma; nei confronti della Ferkal con sede a Napoli; nei confronti della Sifer srl, con sede a Napoli. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco.

"La finalità dell’ipotizzato meccanismo fraudolento in grado di generare un volume di fatture false per oltre 312 milioni di euro - spiegano dalla guardia di finanza - sarebbe stata quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile delle società destinatarie delle fatture false, attraverso la contabilizzazione di costi fittizi nonché l’indebita detrazione dell’Iva". Alla luce di quanto emerso sono stati denunciati i sei rappresentanti legali delle società coinvolte con le accuse, a vario titolo, di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili.

"L’operazione eseguita dalla guardia di finanza in stretto coordinamento con la Procura di Palermo - conclude la nota - si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione di contrasto ai contesti di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità e a garantire il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese che operano nel rispetto della legge, soprattutto nell’attuale fase di congiuntura economica causata dalla pandemia nonché dalle ripercussioni derivanti dalla situazione di instabilità geopolitica connessa alla crisi russo-ucraina".

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