Cronaca

Maxi frode: sequestrate 5 coop, dietro c’è l’ombra della mafia

Blitz contro l'evasione fiscale. Confiscati oltre cento mezzi e rapporti bancari per un valore di 62 milioni. Nell'inchiesta è emersa la presenza di alcuni arrestati per mafia all'interno di aziende riconducibili ai boss Graviano

Una maxi-truffa che faceva contenti tutti: clienti, aziende, lavoratori fra cui non mancavano quelli indagati per mafia. Tutti contenti tranne lo Stato che non ha incassato Iva per oltre 24 milioni di euro e crediti d’imposta per oltre 16 milioni di euro. L’operazione “Dark Truck” (guarda il video) messa a segno dalla guardia di finanza ha consentito di individuare sette cooperative, tutte palermitane, coinvolte in un giro d’affari totalmente illegale durato circa sei anni e che ha frodato circa 120 milioni di euro in totale. Le cooperative, infatti, sono state create al solo scopo di fornire uno schermo giuridico a numerosi autotrasportatori, spesso privi dei requisiti di onorabilità e professionalità necessari per l’iscrizione all’albo nazionale dell’autotrasporto, che, una volta associati continuavano ad operare in piena autonomia, ma in forma del tutto occulta, essendo inquadrati come lavoratori dipendenti (facchini, autisti). Si trattava di vere e proprie agenzie interinali fraudolente che solo formalmente assumevano centinaia di lavoratori che in realtà erano selezionati, gestiti ed amministrati direttamente da altre imprese che li utilizzavano – senza soluzione di continuità - nelle proprie strutture. Le stesse cooperative poi fatturavano alle imprese beneficiarie della frode prestazioni di servizi, simulando inesistenti contratti di appalto in modo da permettere loro la contabilizzazione dei relativi costi.

Otto persone sono state denunciate, migliaia le fatture false emesse ed ingentissimi i debiti tributari e previdenziali imputati alle cooperative che poi, ovviamente, non versavano neanche un euro di tasse, né le ritenute operate, né i contributi assistenziali e previdenziali dovuti. Non sono poi mancate neanche le fatture false registrate dalle cooperative fra i costi d’esercizio, come quelle emesse per alcuni milioni di euro da distributori di carburante compiacenti, poi sequestrati perché nella diretta disponibilità dei noti “boss” mafiosi  Graviano.Tra i beni messi sotto sigillo 99 automezzi per il trasporto merci, 10 auto, 6 moto, 5 terreni, 17 immobili e 60 rapporti bancari per più di 62 milioni di euro, somma che corrisponde alle imposte evase.

Inoltre, tra i maggiori clienti delle cooperative risultano diverse aziende successivamente sequestrate perché nella disponibilità di appartenenti a “Cosa Nostra” o comunque partecipate o amministrate di fatto da soggetti indiziati di appartenenza mafiosa: da centri distributivi di Carini ad imprese palermitane operanti nel settore dell’autotrasporto o anche nella vendita all’ingrosso ed al dettaglio di alimentari.

Diversi sono poi i soci o dipendenti pregiudicati, tra cui alcuni “padroncini” già tratti in arresto per associazione di stampo mafioso, che continuavano la loro attività dietro lo schermo cooperativistico. Numerosi anche i parenti di mafiosi assunti.

 

Le cooperative coinvolte:

 

  • IL BISCIONE TRASPORTI scarl, sede in Palermo, Via Pietro Scaglione nr.34;
  • EMMEDI LOGISTIC scarl, sede in Palermo, Via Pietro Scaglione nr. 34;
  • MA.DA. GROUP scarl, sede in Palermo, Via G.B. Lulli nr. 42;
  • T.&F. scarl, sede in Palermo, Via G.B. Lulli nr. 42;
  • GI.DA. GROUP scarl, sede in Palermo, Via Pietro Scaglione 34;
  • MILLENIUM TRASPORTI scarl, sede in Palermo, Via G. B. Lulli nr. 42;
  • TRASPORTI E SPEDIZIONI scarl, sede in Palermo, Via Jacopo Tintoretto nr. 2.
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