Cronaca

Scoperta frode fiscale per oltre 7 milioni: commercianti di elettrodomestici nei guai

Operazione della Finanza. Alcuni fornitori, sfruttando illecitamente il regime fiscale che regola i passaggi di beni tra paesi appartenenti all'Unione Europea, avrebbero prodotti senza pagare l'Iva. Indagato anche Giuseppe Pistone, dell'omonima azienda

Foto archivio

Una frode fiscale nel settore del commercio di elettrodomestici per sette milioni 400 mila euro è stata scoperta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo. In manette due imprenditori - Marco Matranga e Salvatore Calamia - che si sarebbero resi responsabili, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, di una "gigantesca frode" in materia di iva.

Nei confronti dei due arrestati e di altre tre persone i finanzieri stanno eseguendo sequestri di denaro, immobili e quote societarie fino alla concorrenza del valore complessivo del debito tributario. L'indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e i provvedimenti sono stati emessi dal gip Nicola Aiello. Indagati Giuseppe Guzzo, Pietro Levantino, Piera Amato, Rosaria Costa e Pietro Lusitano, Liborio Pinella (legale rappresentante de La Rivendita sas) e Giuseppe Pistone.

L’attività investigativa è partita da una verifica fiscale effettuata nei confronti di una società attiva nel commercio al dettaglio di elettrodomestici, prodotti di elettronica, di consumo e di informatica. "E' stato accertato  - spiega la guardia di finanza - che alcuni fornitori, sfruttando illecitamente il regime fiscale che regola i passaggi di beni tra paesi appartenenti all’Unione Europea, hanno acquistato da un fornitore di Madeira (Portogallo) e poi commercializzato sul territorio nazionale ingenti quantitativi di prodotti hi-tech, senza corrispondere l'iva, attraverso un meccanismo denominato 'frode carosello'.

Tale sistema prevede la presenza di società c.d. 'cartiere' amministrate da soggetti prestanome, che oltre a vendere i propri prodotti a un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato, speculando sul mancato versamento dell’iva, consentono un'indebita detrazione da parte dell’acquirente compiacente, provocando, così, da un lato, un ingente danno alle casse dello Stato e, dall’altro, una 'distorsione' degli equilibri del mercato e delle regole sulla concorrenza".

Nello specifico, la società controllata avrebbe acquistato da quattro imprese coinvolte nell’illecito traffico, prodotti, a un prezzo particolarmente vantaggioso, con risparmi anche del 25%. "Le persone arrestate - sottolineano gli inquirenti - sono due soggetti che hanno gestito di fatto le società 'cartiere' coinvolte nel meccanismo fraudolento"

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