Cronaca

Risolve problema matematico irrisolto da 20 anni, università gli toglie la cattedra: "C'è il nuovo professore"

La vicenda che vede per protagonista il prof palermitano Francesco Tulone. Dall'ateneo sottolineano: "E' un ricercatore a tempo indeterminato e, in quanto tale, non è obbligato a tenere alcun insegnamento". Lui: "Dispetto accademico"

Aveva risolto un problema matematico aperto da 20 anni e il suo lavoro era stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Proceedings of the American Mathematical Society II. Ma il dipartimento dell’Università di Palermo adesso ha interrotto l’insegnamento al professore Francesco Tulone. Il ruolo infatti è stato assegnato a una professoressa ordinaria neoassunta, già incaricata di altri corsi. 

Il lavoro che aveva portato Tulone alla ribalta nelle scorse settimane, scritto in collaborazione con i matematici Paul Musial e Valentin Skvortsov delle Università di Chicago e di Mosca, contrariamente a tutta la teoria classica, per la prima volta, aveva dato una risposta negativa grazie ad un controesempio di una funzione HKr-integrabile (nel senso di Henstock e Hurzweil), ma non Pr-integrabile (nel senso di Perron). "Tanta passione per la ricerca, una buona dose di perseveranza e un pizzico di fortuna hanno portato ad un ottimo risultato", aveva commentato Tulone, palermitano di 49 anni, sul suo profilo Facebook.

Oggi sulla vicenda è intervenuta l'università palermitana che ha spiegato i motivi dell'avvicendamento. “L’attribuzione degli insegnamenti ai docenti di un Ateneo è una prerogativa del Consiglio del dipartimento di afferenza, in questo caso il dipartimento di Matematica e Informatica – dichiara la direttrice del dipartimento, la professoressa Cinzia Cerroni -. I docenti si distinguono in due categorie: professori, associati o ordinari, e ricercatori, a tempo indeterminato o a tempo determinato. Negli obblighi istituzionali di tutte le categorie sopra citate ricadono anche gli obblighi didattici che si sostanziano nella necessità di avere assegnati degli insegnamenti didattici, con l’eccezione dei ricercatori a tempo indeterminato per i quali tale obbligo non sussiste. Peraltro, gli insegnamenti ai ricercatori vengono per tale ragione retribuiti, oltre lo stipendio. Venendo al caso di specie, il dottor Tulone è un ricercatore a tempo indeterminato dell’Università di Palermo e, in quanto tale, non è obbligato a tenere alcun insegnamento".

Dall'ateneo spiegano: "Negli scorsi anni accademici il dottor Tulone, al pari altri suoi colleghi ricercatori, ha offerto la propria disponibilità a tenere il modulo di analisi matematica 2 oggetto delle recenti attenzioni. A differenza però da quanto accaduto nel passato, il settore disciplinare di afferenza del dottor Tulone si è arricchito, a febbraio 2021, dell’ingresso di un nuovo professore ordinario, al quale il consiglio di dipartimento è tenuto ad assegnare un carico didattico istituzionale. E' proprio in forza di tale circostanza che il consiglio del dipartimento di Matematica e Informatica, ad aprile 2021, ha deliberato di assegnare un modulo dell’insegnamento di analisi matematica 2 dell’offerta formativa 2021/22 prima tenuto dal dottor Tulone al nuovo professore appena entrato in servizio per fare in modo che lo stesso potesse assolvere ai propri obblighi istituzionali. Preme sottolineare che nell’anno accademico in corso Tulone insegnerà il modulo di analisi matematica 2.  In aggiunta a quanto sopra rappresentato – conclude la professoressa Cerroni - si precisa che l’assegnazione degli insegnamenti ai docenti dell’Ateneo è spesso soggetta a modifiche atteso che gli insegnamenti stessi risultano mutevoli in ragione del fatto che, nel caso proprio degli insegnamenti di Matematica, i docenti dei settori afferenti alla matematica sono tenuti a coprire la totalità degli insegnamenti dell’Ateneo e non solo quelli del corso di studio in matematica nei quali si iscrive l’insegnamento di analisi matematica 2 in questione".

Da par suo oggi Tulone ha commentato sul suo profilo Facebook: "Sto ricevendo diversi attestati di stima, di incoraggiamento e di affetto. La cosa più importante che mi preme spiegare è che non è stato commesso alcun comportamento illecito nella decisione di estromettermi dalla didattica di un corso di laurea in matematica, ma al più un comportamento "illogico". La migliore risposta a simili "dispetti accademici" è continuare a lavorare e con passione, serietà e professionalità, preservando la libertà di pensiero e l'onestà intelletuale".

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