Cronaca

Foti: "Contro il racket in Sicilia ci vuole l’intervento dell’esercito"

FOTI (COCER) DOPO L’AGGRESSIONE AL COMMERCIANTE DI BRANCACCIO CONTRO IL RACKET RIVISITIAMO L’OPERAZIONE VESPRI SICILIANI “SIAMO TUTTI SBIRRI”.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Dopo aver letto la storia dell’artigiano che per primo ha denunciato gli estorsori e che adesso è stato aggredito a Brancaccio ("Sei uno sbirro, devi andartene da Brancaccio") le belle parole non servono - dichiara il delegato nazionale del Cocer Interforze, Girolamo Foti - non servono nemmeno gli eroi oppure le vittime, ora ci vogliono gesti concreti ed immediati a sostegno del commerciante anti racket e di tutti i commercianti siciliani vittime del Racket e contro la prepotenza di certi delinquenti. I sindaci, i politici locali, siciliani e nazionali devono intervenire concretamente".

"Contro la mafia serve l’Esercito. L’Esercito resta una delle istituzioni moderne,migliori ed efficentisti del nostro paese – prosegue il delegato Foti – l’Esercito garantisce la sicurezza globale nel Mondo e in Italia ivi compreso, quando il nostro Esercito fu impiegato contro l’emergenza mafia in Sicilia attraverso l’Operazione VesprI, migliaia di militari avevano pacificamente svolto il proprio servizio di sicurezza in Sicilia presidiando le posizioni sensibili, riaffermando visivamente la presenza e l’autorità dello Stato. Grazie all'intervento dei militari si liberarono altrettante forze di Polizia destinate alla caccia ai mafiosi. I risultati furono immediati, basti pensare alla cattura dei superlatitanti del calibro di Totò Riina, Leoluca Bagarella, nel frattempo i cittadini pian piano cominciarono a sentire più vicine le istituzioni. Durante l’Operazione Vespri alcune aziende erano vigilate dai militari per evitare eventuali attentati “gli unici infastiditi della presenza dei militari – ha ripreso Foti – erano i mafiosi e la criminalità organizzata che per causa nostra avevano enormi difficoltà a gestire traffici illeciti.

“Faccio appello al buonsenso” – ha concluso il delegato Cocer - Per Palermo, per tutta la Sicilia ci vuole una reazione, per dare una risposta concreta al commerciante antiracket aggredito a tutti i commercianti, gli imprenditori, che sono stanchi di convivere con la paura della mafia. Solamente l’intervento dello Stato attraverso la riqualificazione e ricollocazione dei reparti militari dell’Esercito in Sicilia e la rivisitazione dell’Operazione Vespri siciliani. Da oggi conclude – Foti – in solidarietà al commerciante aggredito a Brancaccio, siamo tutti sbirri, ed io sono orgoglioso di essere “sbirro”. 

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