Cronaca

Forniture di pneumatici all'Ast, il Tar dà ragione a Barone Gomme: "Non doveva essere esclusa dalla gara"

L'appalto in questione era una manifestazione d'interesse sotto soglia (inferiore a 40 mila euro) bandita nel luglio 2020. La partecipata della Regione che si occupa del trasporto pubblico extraurbano dovrà pagare un risarcimento pari al 10% del valore della mancata fornitura, oltre alle spese legali. Il presidente Tafuri: "Faremo appello al Cga"

Nuova puntata dello scontro tra l'Ast e la ditta palermitana Barone Gomme sulla fornitura di pneumatici per i pullman. Il Tar - presidente Nicola Maisano, primo referendario Francesco Mulieri e referendario estensore Raffaella Sara Russo - ha accolto il ricorso della Barone Gomme, assistita dall'avvocata Roberta Candia, per l'esclusione di un'offerta - economicamente più vantaggiosa rispetto alle altre - in una manifestazione d'interesse sotto la soglia dei 40 mila euro.

Barone aveva partecipato ad una manifestazione d'interesse del luglio 2020, proponendo pneumatici di marca Hankook. Marca che secondo l'Ast però non sarebbe stata di "prima fascia" così come richiesto nel bando, che indicava Bridgestone, Continental, Dunlop, Goodyear, Michelin e Pirelli. Su questo punto il Tar ha rilevato come l'Ast non potesse indicare solo alcuni marchi, senza per altro prevedere una clausola per equivalenza. La tesi difensiva dell'Ast sosteneva invece che la richiesta solo di alcuni marchi e la mancanza di clausola di equivalenza fossero consentite per le manifestazioni di interesse sotto soglia di rilevanza comunitaria. 

Secondo i giudici amministrativi però "il principio di equivalenza, in quanto corollario del principio di libera concorrenza, deve trovare applicazione anche agli appalti sotto soglia". Così si legge nella sentenza, che ha stabilito l'ingiusta esclusione della Barone Gomme ed ha condannato l'Ast a pagare a titolo di risarcimento il 10% del valore della mancata fornitura oltre alle spese legali. 

Dopo aver vinto prime tre manifestazioni d'interesse, Barone sostiene che "alla quarta sono comparse le marche imposte e naturalmente non c'era la nostra: uno stratagemma per farci fuori. Ecco perché chiederemo i danni anche per le successive sette gare da cui siamo stati esclusi". In totale l'Ast ha bandito 11 manifestazioni d'interesse. "Un frazionamento artificioso - dice l'imprenditore - in violazione dell'art. 68 del Codice degli appalti".

Non si è fatta attendere la replica del presidente dell'Ast, Gaetano Tafuri, che annuncia subito ricorso al Cga. "Per oltre vent'anni Barone Gomme ha agito in regime di monopolio, partecipando a gare in cui si chiedeva un fatturato pari a 5 volte il valore dell'appalto. Praticamente era il solo a partecipare. Rispetto al passato, a parità di marca di pneumatici, con altri fornitori l'Ast ha risparmiato negli ultimi anni circa 200 mila euro l'anno".

Tafuri repinge al mittente le accuse "di voler tagliare fuori Barone Gomme" e tira in ballo la gara comunitaria espletata dall'Ast nel gennaio di quest'anno: "Per questa gara abbiamo chiesto pneumatici di prima fascia o equivalenti, Barone gomme ha partecipato ma è arrivato ultimo".

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