Forestale licenziato per i suoi precedenti penali, il giudice: "Illegittimo, va reintegrato"

Il caso di Giuseppe Campanella che, nel 2016, fece il giro d'Italia: l'uomo era stato allontanato per una condanna rimediata decenni fa. Il tribunale ora boccia il decreto dell'ex governatore Rosario Crocetta che aveva portato alla cancellazione dall'elenco degli stagionali di decine di lavoratori e condanna la Regione

Illegittimo il decreto dirigenziale dell’assessorato regionale alla Famiglia che, nel 2016, portò alla cancellazione dagli elenchi dei lavoratori forestali che avevano riportato alcuni tipi di condanne penali. Lo ha stabilito il tribunale del Lavoro, che ha accolto il ricorso di un ex stagionale, il monrealese Giuseppe Campanella, che ora dovrà essere reintegrato. Il giudice – dando ragione agli avvocati del lavoratore, Salvino Caputo e Francesca Fucaloro – hanno anche condannato la Regione a pagare 3 mila euro di spese processuali. La sentenza potrebbe costituire un importante precedente: sono decine e decine, infatti, gli stagionali con precedenti penali che con quel decreto furono tagliati fuori dall’allora governatore Rosario Crocetta.

Il caso di Campanella ebbe eco a livello nazionale, perché la sua storia venne ripresa anche dalla trasmissione che Massimo Giletti conduceva all’epoca alla Rai. L’uomo venne associato all’omonima famiglia mafiosa, cosa che portò ad un’altra causa, che si concluse con la condanna di Giletti e della Rai, che dovettero risarcire i Campanella, bollati dal conduttore come “famiglia mafiosa”.

All’epoca, Campanella lavorava come stagionale a tempo determinato per conto dell’amministrazione regionale delle Foreste e venne escluso dalle liste in relazione ad una condanna per favoreggiamento rimediata anni prima. Una condanna che in primo grado aveva comportato anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma la sanzione accessoria venne poi rivista dalla Corte d’Appello, che la fece diventare soltanto temporanea. Dunque - questo ha sostenuto la difesa - a Campanella non era vietato in alcun modo di intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione. Gli avvocati hanno però anche messo in discussione la legittimità stessa del decreto dirigenziale col quale Crocetta voleva di fatto fare pulizia tra gli stagionali, diversi dei quali avevano riportato condanne per mafia o, paradossalmente, per incendi dolosi. Un atto che, secondo la difesa, sarebbe stato del tutto generico e privo di riferimenti legislativi. 

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Il giudice del Lavoro ha dato ragione a Campanella, dichiarando illegittimo il decreto e condannando invece la Regione: la sentenza dispone infatti l’obbligo di reintegrare negli elenchi dei forestali il lavoratore. “Adesso – dicono gli avvocati Caputo e Fucaloro – chiederemo alla Regione di reintegrare Campanella con decorrenza 2016, anche dal punto di vista economico e previdenziale, e avvieremo un’azione nei confronti di chi ha avuto responsabilità politiche e amministrative nell’emanazione di un provvedimento dichiarato illegittimo dall’autorità giudiziaria”.  

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