Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Collesano

Riqualificazione dei centri storici: in arrivo da Roma fondi per 47 piccoli Comuni del Palermitano

Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto firmato lo scorso luglio dal presidente del Consiglio sarà adesso possibile presentare i progetti per accedere ai circa 160 milioni previsti dalla legge Realacci e riservati ai centri con meno di 5 mila abitanti

Sono 47 i Comuni della provincia di Palermo, con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti, che beneficieranno dei finanziamenti previsti dalla legge Realacci per il recupero e la valorizzazione dei centri storici. Con un decreto firmato dal presidente del Consiglio lo scorso luglio e pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta ufficiale, sono stati stanziati in totale 160 milioni di euro per 5.518 piccoli Comuni italiani.

Nell'elenco inserito nel decreto figurano Alia, Alimena, Aliminusa, Baucina, Bisacquino, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofiorito, Camporeale, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Ciminna, Collesano, Contessa Entellina, Geraci Siculo, Giardinello, Giuliana. E ancora Godrano, Gratteri, Isnello, Lascari, Mezzojuso, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, Roccamena, Roccapalumba, San Mauro Castelverde, Santa Cristina Gela, Sciara, Scillato, Sclafani Bagni, Torretta, Trappeto, Ustica, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Vicari e Villafrati. scia-2

"Oltre al requisito della popolazione sotto i 5 mila abitanti - spiega Giuseppe Sciarabba, presidente dell'Agenzia di sviluppo del Mezzogiorno (nella foto) - i Comuni sono stati selezionati in base a fattori di arretratezza economica, fenomeni di dissesto idrogeologico, significativo decremento dei residenti, difficoltà di comunicazione e lontananza dai grandi centri metropolitani". La legge Realacci, oltre all’istituzione del fondo da 160 milioni, prevede la messa a punto del "Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni" che definirà le modalità di presentazione dei progetti degli enti e le regole per la loro selezione. 

"Le amministrazioni - precisa Sciarabba - potranno intervenire per la manutenzione del territorio nonché per interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico, per la messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli per la prima infanzia, per l'accrescimento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico. Altri interventi - conclude il presidente dell'Agenzia di sviluppo del Mezzogiorno - potranno prevedere l'acquisizione e la riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, l'acquisizione di case cantoniere, il recupero e la riqualificazione dei centri storici, anche ai fini della realizzazione di alberghi diffusi, il recupero di beni culturali, storici, artistici e la valorizzazione dei pascoli montani".

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