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Sette operai positivi a bordo, nave diretta a Malta costretta a rientrare alla Fincantieri

Si tratta della Star Breeze partita due giorni fa per alcune prove tecniche, alla quale l'autorità portuale non ha concesso l'autorizzazione per lo sbarco. Sull'imbarcazione, ormeggiata al molo Levante, sono rimasti 25 lavoratori. I contagiati sono stati trasferiti al San Paolo Palace

La Star Breeze stava solcando il mare in direzione Malta quando alcuni dei 188 tra operai dei cantieri navali hanno cominciato a sentirsi male. Febbre, mal di testa, dolori muscolari, articolari e altri sintomi. In fretta e furia sono stati eseguiti i tamponi rapidi che hanno dato l’unico esito non sperato: positivi al Coronavirus. Cresce il focolaio nello stabilimento Fincantieri dove ai casi registrati da inizio a marzo se ne sono aggiunti altri 7. Si tratta di 5 filippini e 2 indonesiani che questa mattina sono stati prelevati con le ambulanze allestite per il biocontenimento e portati al San Paolo Palace. Altri 25 sono stati messi in quarantena mentre per tutti gli altri si attendono i risultati degli accertamenti.

Tutto è inizio martedì quando la nave battente la bandiera delle Bahamas e di proprietà della WindStar, a lungo ferma ai cantieri navali per lavori, è partita per eseguire alcune prove tecniche durante la navigazione. Prima di arrivare a destinazione l’equipaggio avrebbe fatto presente all’autorità portuale maltese quale fosse la situazione a bordo. Dall’altra parte è arrivata una risposta secca: autorizzazione non concessa, la nave deve rientrare in Sicilia. Il capitano della Star Breeze ha quindi invertito la rotta (video di MarineTraffic.com allegato) per raggiungere il punto di partenza, attraccando definitivamente all’alba di oggi al molo Levante dove sono arrivate alcune ambulanze private per portare gli operai risultati positivi al Covid-hotel. Solo uno di loro avrebbe un quadro clinico un po' più delicato ma non tale al momento da richiedere il ricovero in ospedale.

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La situazione è stata presa in mano dall’Asp che, in accordo con l'azienda e le autorità portuali, ha attivato i protocolli sanitari per contenere l’avanzata del virus nello stabilimento palermitano della Fincantieri. Almeno 200 i tamponi eseguiti, molti dei quali ancora in attesa di esser processati. Con gli ultimi 7 casi (che potrebbero anche aumentare nelle prossime ore) si aggiungono ai 25 contagiati registrati da inizio marzo tra la stessa Fincantieri (5) e le aziende dell’indotto (20). Dopo i primi casi la più importante società di cantieristica navale in Italia ha precisato che il dato dei contagi riguardava l’1% della popolazione che ogni giorno affollato il sito produttivo.

A ciò si aggiungono le misure di sicurezza adottate sino al prossimo 30 aprile: termoscanner all’ingresso (non si entra con temperature corporee superiori ai 37,5 gradi), attività di screening per individuare eventuali asintomatici, restrizioni e limitazioni per le aree comuni, installazione di dispensare gel e adozione dei dispositivi di protezione individuale e altro ancora. "Abbiamo adottato le rigide procedure previste dall’Asp. La situazione - dicono all'Ansa dalla Fincantieri - è sotto controllo. In questi mesi grazie al rispetto delle rigide norme previste sui luoghi di lavoro abbiamo contenuto i contagi".

Le preoccupazioni delle tute blu però restano sempre le stesse: "Stiamo gomito a gomito per quasi tutto il turno - spiega un lavoratore - e spesso lavoriamo in coppia. Abbiamo paura di portare a casa il virus ma non possiamo fare a meno di lavorare". "Non vigila nessuno - spiega un altro operai - sull’utilizzo delle mascherine e il gel disinfettante scarseggia, ma qui non parla nessuno per evitare rogne. Siamo carne da macello". E i sindacati? Non pervenuti.

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