Casi di Covid alla Rap, a rischio la raccolta dei rifiuti: in campo i privati, ipotesi esercito

L'azienda ha avviato un piano emergenza nel caso in cui il numero dei contagiati rallenti o blocchi le operazioni di recupero dell'immondizia. Eseguiti già 180 tra tamponi e test sierologici ai dipendenti. Orlando: "Momento delicatissimo"

I casi di Coronavirus alla Rap mettono a rischio la raccolta dei rifiuti in città. Si paventa infatti un rallentamento, se non addirittura il blocco, delle attività di recupero dell'immondizia, tenuto conto dell'attuale alto numero di positivi asintomatici. Tanto che la Rap ha attivato contatti con alcune imprese private: da stanotte dovrebbero entrare in campo a supporto dell'ex municipalizzata squadre di netturbini di altre società. D'accordo con il sindaco Leoluca Orlando, l'azienda ha scritto ieri al prefetto chiedendo - se necessario - anche l'intervento dell'esercito.

I 10 positivi individuati tra i dipendenti non lasciano dormire sonni tranquilli né alla Rap né al Comune. Il sindaco ha costituito un tavolo permanente che coinvolge il Cda dell'azienda, il vicesindaco, gli assessori competenti e il capo di gabinetto, allo scopo di prendere le opportune contromisure in caso di emergenza dovuto al forfait di massa dei netturbini. 

L'azienda, dal canto suo, avviato una campagna di esami a tappeto per tutti i dipendenti, dalla quale potrebbe risultare un numero elevato di casi positivi tale da determinare per due-tre settimane un grave rallentamento delle operazioni di raccolta. Ad oggi, grazie alla collaborazione con l'Asp e l'ospedale Buccheri La Ferla, sono stati eseguiti già 180 tra tamponi e test sierologici. Secondo i medici dell'Asp, il numero dei contagiati potrebbe arrivare a superare quota 100.

"In questo momento delicatissimo - dichiara il sindaco Leoluca Orlando - ho chiesto di attivare tutti i canali possibili affinché l'azienda garantisca il servizio primario della raccolta dei rifiuti, scongiurando ogni possibile rischio igienico-sanitario per la città. In ogni caso, monitoriamo giorno per giorno la situazione".

Giuseppe Norata e Roberto Li Causi, presidente e direttore generale di Rap, confermano che "dal momento della notizia del primo caso positivo abbiamo attivato ogni procedura necessaria per verificare lo stato di salute dei dipendenti, per garantire la loro sicurezza e quella della popolazione, fermo restando che siamo coscienti del fatto che certamente non si può interrompere in alcun modo la raccolta".

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