Una traversata lunga 22 ore, l'ira dei fuorisede: "Abbandonati a Roma come bagagli"

Ritardi, coincidenze eliminate e passeggeri congedati con un "ci dispiace". Due donne partite da Bologna e Milano alla volta della Sicilia hanno raccontato la loro disavventura a bordo dei pullman FlixBus. Pochi giorni prima il caso dei viaggiatori lasciati Calabria

(foto archivio)

Ritardi, mancati arrivi e innumerevoli disagi: palermitani e agrigentini fuorisede stanno attraversando lo stivale pur di trascorrere le vacanze natalizie in terra sicula. Aerei, treni ed anche pullman, tutti in fila per riuscire a raggiungere l’Agrigentino per le feste. Non mancano, però, le disavventure come quelle raccontate ad PalermoToday.

Tra le prime a contattarci una donna che doveva raggiungere casa. Lei è Angelita Ferlito e ha dovuto affrontare ben 22 ore di viaggio. Una vera e propria Odissea. La donna racconta la sua esperienza a bordo degli autobus Flixbus. "Sono siciliana e come ogni anno scendo per le feste natalizie nella mia amata terra. Siamo partiti ieri con un autobus a Bologna proveniente da Milano con 40 minuti di ritardo dirigendoci verso Roma Tiburtina, dove avremmo trovato la coincidenza per arrivare a Canicattì. Viaggio della speranza di 22 ore - dice la donna - fin quando non incontriamo 2 incidenti verso Arezzo. Il pullman ritarda e arriviamo a Roma alle 21:10. Ma il mezzo che doveva aspettarci è partito, per altro durante il viaggio abbiamo ricevuto anche comunicazione che la nostra coincidenza era stata eliminata. Tutti nel panico abbiamo iniziato a chiamare gli operatori ma loro, completamente, incompetenti temporeggiavano dicendo che a Roma avrebbero trovato una soluzione. Una volta arrivati invece ci hanno lasciati lì, con un semplice 'ci dispiace vi rimborsiamo il biglietto'. Siamo molto delusi - racconta Angelica Ferlito - stiamo prendendo dei regionali a nostre spese nonostante i soldi del biglietto pagati e nessun servizio ricevuto". A bordo degli speciali bus diverse persone, tra questi anche anziani e bambini. "Con noi - dice - anche un uomo di 80 anni e una bambina molto piccola, abbiamo trascorso la notte alla stazione per colpa delle loro fesserie. Tanta tanta rabbia". Una situazione ai limiti del paradossale, un viaggio e faticoso che ha gettato nello sconforto ma anche nella rabbia diverse persone che erano a bordo del Flixbus.

A parlare poi è un'altra passeggera, Antonella Anzelmo, che fino a questa mattina si trovava ancora in viaggio (foto allegata). La donna ha voluto raccontare la sua esperienza a bordo dei speciali pullman FlixBus. "Già i viaggi per la Sicilia sono i viaggi della speranza - dice  Antonella Anzelmo - già sono carissimi da lasciarci un rene e in più scendendo da Milano per un ritardo per colpa loro siamo stati lasciati a Roma senza farci prendere la coincidenza che ci avrebbe portato giù in Sicilia. Ragazzi lasciati soli e scaricati come bagagli davanti la stazione Tiburtina alle 9 di sera quando non c erano più né treni, né bus, né aerei per la Sicilia. Ma la cosa ancora più vergognosa è che i loro call center erano inesistenti. Il ritardo è stato colpa loro, non è previsto rimborso e soprattutto non hanno provveduto a darci un altro autobus per la Sicilia. Diffondete perché giorni fa erano stati altri malcapitati in una notizia diffusa a essere stati lasciati in Calabria in balia del loro destino. Una vostra follower arrabbiata nera portavoce almeno di altre 15 persone".

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Negli scorsi giorni altri passeggeri pronti a tornare nelle loro città natali hanno avuto qualche problema e durante il viaggio sono stati “abbandonati” in Calabria. “I mezzi di Flixbus - ha ricostruito il Codacons - con giovani e anziani al rientro per le festività natalizie in Sicilia accumulano tre ore di ritardo che costringono gli autisti che hanno superato il loro monte ore a fermare il pullman in Calabria. I siciliani sono stanchi di dover affrontare viaggi della speranza per fare rientro a casa - sottolinea l'associazione di tutela dei consumatori - in aperta violazione del principio di continuità territoriale che dovrebbe garantire uguale diritto di movimento e condizioni di viaggio dignitose a tutti i cittadini in tutto il Paese".

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