Antimafia, flash mob all’Università: “Così ricordiamo Peppino Impastato”

L'idea di alcuni militanti dell'associazione Udu, fra cui Alessandra Callea di Scienze Politiche e Giusy Mezzatesta di Scienze della Formazione, si è realizzata nel giardinetto di ingegneria Chimica. Quaranta gli studenti partecipanti

Un momento del Flash Mob all'Università degli studi di Palermo

Quaranta studenti universitari hanno ricordato le vittime della mafia con un flash mob all'interno della Cittadella universitaria. L’idea di alcuni militanti dell’associazione Udu, fra cui Alessandra Callea di Scienze Politiche e Giusy Mezzatesta di Scienze della Formazione, è diventata realtà alla vigilia del 9 maggio, anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato.

Diciannove i giovani in maglia nera e maschera bianca che portavano addosso il nome di un caduto (fra gli altri Padre Pino Puglisi, Borsellino, Falcone, Giaccone, Chinnici), presenti anche altre comparse che rappresentavano gli omertosi e i curiosi. Gli attori erano sparsi inizialmente in tutta la cittadella universitaria e si sono poi riuniti nel giardinetto di ingegneria Chimica dove a suon di spari le vittime della mafia sono nuovamente cadute per poi rialzarsi portando striscioni con scritto “La mafia uccide. Il silenzio pure”, “Chanci la terra chianci lu cori”, “La mafia è una montagna di merda”.

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“E’ il nostro modo – ha raccontato Cristina Geraci, studentessa di Medicina che ha partecipato all’organizzazione del Flash Mob impersonando Pio La Torre - di ricordare i caduti a causa della mafia ed in particolare Peppino Impastato, di cui domani celebreremo l’anniversario di morte a Cinisi. Pensiamo sia il caso di organizzare iniziative di questo genere, fondamentali per trasmettere la memoria anche alle nuove generazioni”.

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