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Lunedì, 23 Maggio 2022
L'indagine

"Finti vaccini a persone ignare di essere senza copertura", nuovo arresto per l'infermiera della Fiera

Giorgia Camarda, 58 anni, già ai domiciliari da gennaio per lo stesso episodio nei confronti di due coniugi no vax, avrebbe simulato almeno altre 47 inoculazioni stavolta, in diversi casi, senza il consenso dei pazienti che credevano di essere stati protetti

Nuove accuse e nuovo arresto per Giorgia Camarda, 58 anni, infermiera dell'ospedale Civico che prestava occasionalmente servizio all'hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo di Palermo. La donna, secondo quanto scoperto dagli investigatori, contraria ai vaccini, avrebbe simulato somministrazioni ad almeno 47 persone, alcune di queste tra l'altro sarebbero state ignare di essere ora senza copertura. Gli agenti di polizia della Digos stamattina hanno eseguito una nuova misura cautelare di arresti domiciliari emessa dal gip. All'infermiera vengono contestate le accuse di falso ideologico e peculato

La donna era già stata arrestata nel mese di gennaio, in esecuzione di ordinanza applicativa dei domiciliari, poiché avrebbe beneficiato di falsa vaccinazione contro il Covid-19 e praticato finte inoculazioni vaccinali a due coniugi no vax. Poi ha anche ammesso le sue responsabilità. Ma nel corso delle indagini, grazie alle immagini catturate dalle telecamere nell'hub vaccinale dalla polizia, sono emerse le altre false vaccinazioni. Nel filmato, agli atti dell'indagine, si vede l'infermiera versare sulla garza il contenuto della fiala che avrebbe dovuto iniettare. Dalle indagini, grazie a intercettazioni telefoniche e interrogatori, è emerso che gli utenti pensavano di avere ricevuto il vaccino ed erano convinti di essere protetti dal rischio dell'infezione. Le loro false certificazioni verdi saranno sequestrate.

L'attività investigativa si è avvalsa del contributo della struttura del commissario per l'emergenza Covid per la città metropolitana di Palermo. Oltre alla donna, sono state fermate nei mesi scorsi altre tre persone: il leader dei no vax siciliani, Filippo Accetta, un commerciante palermitano, Giuseppe Tomasino, e un'altra infermiera dell'ospedale Civico in servizio all'hub, Anna Maria Lo Brano. Le accuse contestate sono corruzione, peculato e falso. Lo Brano ha confessato, dicendo di aver agito per sostenere le spese per gli studi del figlio.

"Purtroppo i nuovi sviluppi delle indagini rendono questa vicenda ancora più odiosa e amara. Pensavamo fosse solo una bieca storia di soldi e interessi personali, invece dall’inchiesta emerge che questa infermiera non credeva nella scienza e ha messo le sue idee antiscientifiche davanti al suo lavoro e alla sua missione di protezione. Il prezzo di questo tradimento lo hanno pagato tutti quei cittadini che credevano di essere vaccinati e, nostro malgrado, lo paghiamo noi che, come hub, eravamo convinti di aver reso loro un servizio", dichiara il commissario Covid di Palermo, Renato Costa. "Sarà nostra cura - aggiunge - ritirare tutte le loro pratiche, contattarli uno a uno, verificare il loro stato immunologico, in collaborazione con il laboratorio Cqrc, diretto dalla professoressa Francesca Di Gaudio, e vaccinarli. Ringraziamo la Digos, alla quale abbiamo fornito fin dall’inizio tutto il supporto possibile, per aver fatto luce su questa sgradevole vicenda, in modo tale da spezzare una catena di ignobili raggiri che i cittadini non meritavano e di certo nemmeno noi e la causa che stiamo servendo".

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