Il casolare dove fu ucciso Impastato, Palazzolo avverte: "Finanziamenti incompatibili"

Qualche giorno dopo l'annuncio della Regione di aver stanziato 106 mila euro per l'acquisizione dell'immobile, a sollevare il caso è il sindaco di Cinisi: "Si rischia di perdere i fondi per riqualificarlo. Chiesto un tavolo per uniformare le due iniziative" 

Sono due e incompatibili tra loro i finanziamenti per il casolare di Cinisi in cui il 9 maggio 1978 la mafia uccise Peppino Impastato. A sollevare il caso è il sindaco Giangiacomo Palazzolo dopo che nei giorni scorsi la Regione ha annunciato di aver stanziato 106 mila euro per l'acquisizione dell'immobile: "A fine agosto - spiega il primo cittadino - la Città metropolitana di Palermo, con il partenariato del Comune di Cinisi, utilizzando risorse europee, aveva già destinato 490 mila euro per l'acquizione e la riqualificazione del casolare e la realizzazione di una tensostruttura per la creazione di un 'Centro nazionale per la lotta alle mafie'. Se la Regione quindi dovesse procedere con l'espropio non sarebbe possibile attuare il finanziamento e quindi disporre dei soldi per la riqualificazione della casolare e la realizzazione del Centro".

Per evitare che questo accada Palazzolo ha chiesto alla Regione e alla Città metropolitana di Palermo la convocazione di un "tavolo urgente per uniformare le due iniziative, con l'intento - si legge in una nota - certamente appartenente a tutti i soggetti interessati, di un completo utilizzo di un bene di grande valenza simbolica".

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La convocazione di un tavolo che veda coinvolte tutte le parti è una proposta condivisa dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato: "Dopo 41 anni finalmente - dice - si sta muovendo qualcosa riguardo il casolare, sta accadendo ciò a cui ormai non speravamo più. Non ci siamo però mai rassegnati, abbiamo lottato, fatto appello a tutte le istituzioni, denunciato tramite i giornali, raccolto firme, aperto il casolare alle scuole per il 9 Maggio, fino ad arrivare al punto, come famiglia, di impegnarci a livello economico cercando un prestito bancario per acquistarlo e donarlo successivamente alla società civile, come abbiamo fatto con la nostra casa che adesso è diventata “Casa Memoria”. Purtroppo l’acquisto del casolare non è stato possibile per la richiesta veramente eccessiva del proprietario. Oggi siamo davvero soddisfatti perché finalmente la questione si sta risolvendo, anche se con notevole ritardo. Ringrazio - continua - coloro che si sono impegnati in questi anni, dalle associazioni che fanno riferimento alla figura di Peppino, ai giornali e le televisioni che ci hanno dato ampio spazio. A questo punto mi sembra doveroso riconoscere l’impegno del Governatore Nello Musumeci, che ha avviato la delibera di esproprio, ringraziandolo per la promessa mantenuta alcuni anni fa, nel 2013, in visita a Casa Memoria, quando era presidente della Commissione regionale antimafia. Allo stesso modo vogliamo ringraziare anche il sindaco della città metropolitana di Palermo Leoluca Orlando e il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo che si sono attivati per un finanziamento ed un progetto, approvati, per l’acquisto e per il restauro del Casolare e del terreno adiacente. Ora è il momento di unirci - conclude - per decidere insieme cosa fare, un tavolo tra tutte le parti per trovare la soluzione migliore per la collettività. Quando le istituzioni ti sono vicine è più facile che i problemi si risolvano, bisogna per questo restare uniti per raggiungere un obiettivo comune".
 

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