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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

"Botte, insulti e abusi sessuali sulle due figlie minorenni": una coppia finisce a processo

Rinviati a giudizio la madre delle ragazzine e il nuovo compagno. La donna non solo le avrebbe picchiate con una cintura e la mazza di una scopa, ma quando avrebbe appreso delle pesanti molestie ai danni della più grande non avrebbe fatto nulla per proteggerla. L'inchiesta era nata dalla denuncia del padre naturale delle presunte vittime

Non solo insultate, maltrattate e picchiate - a mani nude, con una cintura e persino con il manico di una scopa - ma anche costrette a subire palpeggiamenti e abusi sessuali da parte del nuovo compagno della madre. Una madre che avrebbe riempito di botte anche lei le due figlie, che oggi hanno 16 e 12 anni, e che pur essendo a conoscenza delle violenze sessuali da parte dell'uomo sulla più grande delle ragazze, non avrebbe fatto assolutamente nulla per proteggerla. La coppia adesso è stata rinviata a giudizio dal gup Fabio Pilato e il processo inizierà a maggio davanti alla seconda sezione del tribunale.

E' una storia terribile quella al centro dell'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giulia Amodeo e che è venuta alla luce grazie alla denuncia del padre naturale delle due presunte vittime, presentata alla fine del 2020. Con un provvedimento di urgenza, si era deciso allora di affidare a lui le due adolescenti, mentre gli imputati erano stati sottoposti al divieto di avvicinamento alle ragazzine. L'uomo adesso, assieme alle figlie, si è costituito parte civile con l'assistenza degli avvocati Antonino Cacioppo e Maria Mannino. 

Secondo la ricostruzione della Procura, almeno da gennaio del 2019 e fino all'inizio dell'anno scorso, le due giovani sarebbero state costantemente sottoposte a maltrattamenti da parte della madre, di 35 anni, e del compagno, di 40. I due avrebbero regolarmente dato alle figlie schiaffi sul sedere e le avrebbero percosse alla schiena. Lui sarebbe stato poi particolamente possessivo nei confronti della ragazza più grande, accusandola di essere "volgare" e dandole ceffoni in faccia, così brutali da farle cadere anche gli occhiali da vista.

La madre, che avrebbe assistito a queste violenze, non sarebbe stata da meno e avrebbe utilizzato una cintura per colpire la figlia più grande, ma anche la mazza di una scopa, arrivando a romperla tanto avrebbe picchiato forte. Regolarmente poi avrebbe denigrato le due presunte vittime, chiamandole "vacca" e "handicappata". Non solo. Quando la figlia maggiore le avrebbe confidato che il suo compagno sarebbe stato solito palpeggiarla, ma anche appoggiare e strusciare i suoi genitori contro il suo corpo, l'imputata non avrebbe preso alcun provvedimento: non avrebbe denunciato e non avrebbe neppure allontanato l'uomo per evitare che gli abusi si ripetessero.

Il giudice, sulla scorta delle prove portate dalla Procura, ha quindi deciso di accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero per entrambi e la coppia dovrà quindi rispondere di maltrattamenti e violenza sessuale aggravati davanti al tribunale.

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