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Cronaca

Cinque anni senza Carlo, lacrime e commozione alla fiaccolata per la vita

Oltre un centinaio di persone hanno risposto all'invito della famiglia di Carlo Ruvolo, il 22enne deceduto a causa di un tragico incidente avvenuto in via Messina Marine nell'estate del 2014

Un corteo silenzioso di familiari, amici e conoscenti con le fiaccole in mano per tenere sempre acceso il ricordo di quella vita spezzata troppo presto da un tragico incidente. Si è svolto sabato sera, in via Messina Marine, l’evento commemorativo per Carlo Ruvolo. Un momento di raccoglimento e riflessione fortemente voluto dalla famiglia del "gigante buono", il promettente canottiere morto nel 2014 proprio mentre percorreva quella strada.

Oltre un centinaio di persone hanno raccolto l’invito di mamma Paola, papà Giuseppe e del fratello Andrea, marciando lungo quei 400 metri tra Palermo e Ficarazzi spinti da due motivazioni: rendere omaggio a Carlo e allo stesso tempo mantenere accesi i riflettori sul tema della sicurezza stradale per prevenire le "stragi del sabato sera".

"Le stragi stradali sono infatti un fatto intollerabile e rappresentano una delle prime cause di morte dei nostri ragazzi. Il tentativo - hanno spiegato i coniugi Ruvolo - è quello di far riflettere i giovani su quelli che sono i rischi al fine di sviluppare una cultura del divertimento sicuro e della prevenzione senza eccedere nell’abuso di sostanze alcoliche o altro".

Una volta che il corteo scortato dalle pattuglie della polizia municipale aveva raggiunto la targa commemorativa installata all’altezza del civico 817 hanno preso la parola padre Giuseppe Turco, il consigliere comunale Sandro Terrani e un membro della comunità tamil che ha letto una lettera nel suo dialetto.

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